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Infermiere «guida» i malati di cancro

Nei 71 giorni da quando ha visto la prima volta il suo medico per un nodulo sospetto al seno destro, Ricki Harvey ha accumulato 40 appuntamenti per visite ed esami. Prima mammografia, ecografia e...

Nei 71 giorni da quando ha visto la prima volta il suo medico per un nodulo sospetto al seno destro, Ricki Harvey ha accumulato 40 appuntamenti per visite ed esami. Prima mammografia, ecografia e biopsia. Poi incontri con il chirurgo oncologo, il radioterapista, l'oncologo generale, l'assistente sociale, il genetista e il fisioterapista. Quindi le infusioni bisettimanali per la chemioterapia. Ma Harvey, 65 anni, americana della Virginia, non è mai stata sola: ogni suo passo è stato affiancato da «navigatori dei pazienti», nel suo caso infermieri, il cui compito è quello di aiutare i malati di cancro a "districarsi" attraverso un sistema che è diventato così complesso da lasciare sgomente molte persone, in una fase della vita in cui sono tanto vulnerabili. A segnalare il nuovo trend della sanità a stelle strisce è il "Washington Post", che sottolinea come per molti pazienti il "navigatore"è umano sia una manna dal cielo. «Alcune persone hanno a che fare con tutto questo da sole», racconta Harvey. «Non riesco nemmeno a immaginarlo». Eppure, nonostante i benefici, fino ad ora la ricerca mostra che i navigatori hanno solo un modesto effetto: ci sono poche prove che facciano risparmiare denaro e la soddisfazione dei pazienti non sarebbe univoca. Insomma, in una fase in cui tutti sono costretti a fare i conti con la sostenibilità delle scelte sanitarie, ci si chiede se quello dei navigatori sia un servizio aggiuntivo che semplicemente rassicura i pazienti, o se sia davvero molto utile. Per la loro organizzazione professionale, l’Academy of Oncology Nurse and Patient Navigators, fondata da Lillie Shockney del Johns Hopkins Breast Center nel 2010, conta ormai 5000 membri.

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