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Demagogia e menzogne

Se invece gli elettori votano no, Tsipras dovrebbe uscire dall'euro per rilanciare la crescita (come consigliano svariati premi Nobel), ma anche in questo caso ha già detto che non lo farà. In questo...

Se invece gli elettori votano no, Tsipras dovrebbe uscire dall'euro per rilanciare la crescita (come consigliano svariati premi Nobel), ma anche in questo caso ha già detto che non lo farà. In questo modo andrà perso il vantaggio tattico ottenuto minacciando di chiedere aiuto alla Russia. Questa mossa ha spinto gli Usa a richiamare all'ordine il Fondo Monetario Internazionale, il quale improvvisamente ha scoperto l'acqua calda: la Grecia è insolvente, non potrà mai ripagare tutto il suo debito, quindi proposte che non prevedano il taglio del debito (chiesto da Tsipras) non hanno senso. La linea dura dei creditori europei sembrerebbe sconfitta, il che permette a Tsipras di comprare tempo. Tuttavia la Grecia ha già avuto un haircut, che evidentemente non è servito a nulla. Solo l'uscita dall'euro, scoraggiando le importazioni e promuovendo esportazioni e turismo, può permettere alla Grecia di crescere, raccogliendo sufficienti euro (diventati valuta estera) per ripagare definitivamente i propri creditori. Se invece i greci manterranno l'euro, il loro destino sarà di restare per sempre schiavi del proprio debito verso il Nord.

Non è dato sapere se Tsipras abbia chiara questa alternativa. L'unica cosa chiara è che il nazionalismo futile di chi vuole l'euro per non sentirsi europeo di serie B rischia di aprire la strada al più pericoloso nazionalismo di Alba Dorata.

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