Primo blitz della polizia tunisina dopo la strage di Sousse. Ieri il ministro dell'Interno, Mohamed Najem Gharsalli, ha annunciato l'arresto di diverse persone (sembra sette) sospettate di aver avuto un ruolo nell'attacco di venerdì scorso sulla spiaggia e costato la vita a 38 persone. Si tratterebbe di una prima parte della rete di responsabili dell'attacco rivendicato dall'Isis, dunque, su cui però non sono stai forniti altri dettagli. «Abbiamo iniziato con l'arresto di un numero significativo di persone della rete che era dietro a questo terrorista criminale», ha detto Gharsalli, riferendosi al giovane tunisino Seifeddine Rezgui, ucciso dalle forze di sicurezza dopo la strage compiuta a colpi di kalashnikov. «Scoveremo tutte le persone coinvolte», ha aggiunto poi il ministro spiegando che sono in corso verifiche per accertare se gli esecutori materiali dell'attacco si siano addestrati nella vicina Libia. Proprio ieri, infatti, Daily Mail, citando fonti tunisine, ha scritto che il killer di Sousse a marzo avrebbe trascorso tre mesi in un campo di addestramento dell'Isis in Libia. Il 23enne sarebbe entrato nel Paese senza passaporto e da solo. Dalla Libia, inoltre, proverrebbe anche il kalashnikov che ha usato per compiere la strage di turisti sulla spiaggia. Una pista tutta da verificare, però, che non esclude le altre. La polizia, infatti, indaga anche sulla frequentazioni di Seifeddine Rezgui. Il giovane era tra i fedeli che abitualmente pregano in una delle moschee considerate estremiste dal governo. Qui, riferiscono fonti de Il Tempo, avrebbe dovuto raccogliere informazioni per gli 007 tunisini. Qualcosa, però è andato storto e Rezgui ha scelto gli jihadisti. Intanto ieri è stata anche annunciata, dal ministero tunisino della Salute, l'identificazione di 21 delle 38 vittime del massacro ai resort. Si tratta di 16 britannici, un belga, due tedeschi, un irlandese e un portoghese. Il ministero, inoltre, ha precisato che 30 dei 39 feriti sono stati dimessi dagli ospedali dove erano stati trasferiti dopo l'attacco. Tra i feriti ci sono anche sette tunisini.
Raffica di arresti. Il ministro dell’Interno tunisino: "Li prenderemo tutti"
L'ipotesi è che il killer si sia addestrato in Libia
