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Poliziotti in piazza contro il reato di tortura

Presidio del Sap a Roma con Salvini. La sinistra attacca il leader leghista: "Vuole solo raccattare voti" FOTO

Hanno acquistato intere pagine di giornali e distribuito mezzo milione di «pieghevoli» a Roma, Palermo e Milano per far conoscere la loro posizione. E la loro posizione è nettamente contraria alla proposta di legge sul reato di tortura, che dopo l’approvazione del Senato e della Camera, dovrà tornare per il visto definitivo a Montecitorio. Per evitare che la nuova legge penalizzi le forze dell’ordine e diventi una garanzia di delinquenti ed estremisti violenti, il Sindacato autonomo di polizia si è mobilitato e sta cercando di coinvolgfere l’opinione pubblica e le forze politiche in un dibattito sui difetti della normativa all’esame del Parlamento. Per questo il presidente del Sap Gianni Tonelli e molti dei suoi si sono riuniti ieri mattina nel centro della Capitale per un presidio pacifico di protesta, riscuotendo la solidarietà di numerosi esponenti politici. «Le forze di polizia devono avere libertà assoluta di azione, se devono prendere per il collo un delinquente e questo si sbuccia il ginocchio o si rompe una gamba sono cazzi suoi, ci pensava prima di fare il delinquente - ha sottolineato il leader della Lega Matteo Salvini, partecipando alla manifestazione del Sap a piazza Colonna - È ovvio che nessuno è a favore della tortura, come è giusto che chi ha sbagliato alla Diaz paghi, ma la legge sul reato di tortura è sbagliata e pericolosa. Per l'errore di qualcuno a Genova - ha aggiunto Salvini - non possiamo mettere a rischio il lavoro di tutti». Per Salvini la legge «che noi della Lega abbiamo contrastato, mentre è stata voluta da Pd e Cinque Stelle» è sbagliata perché «espone i poliziotti e i carabinieri al ricatto dei delinquenti» Idee condivise anche da Fratelli d'Italia, che però hanno provocato polemiche e attacchi da parte della sinistra. Walter Verini, capogruppo del Pd in commissione Giustizia ha detto: «Assistiamo a proteste e critiche scomposte da parte dei vari Salvini di turno alla legge che introduce il reato di tortura. Io ritengo che il Parlamento abbia fatto fin qui un buon lavoro». Per il coordinatore di Sel, «a Salvini, che considera accettabile torturare, evidemente piacerebbe che vivessimo ancora nel Medioevo. Per fortuna non è cosi, segnala solo il livello a cui è sceso per raccattare altri due voti», ha chiosato Nicola Fratoianni.

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