Nel seminterrato di una villetta ad Erbusco, un paese di 8mila anime in provincia di Brescia, lavorava a pieno ritmo un vero e proprio centro di produzione di banconote false. Tra presse, stampanti, lastre, inchiostri e lucidi un 52enne con un passato da idraulico, manovale e grafico trasformava chilometri di mazzette di filigrana in pezzi da 5, 10, 20 e 50 euro pronti per esser piazzati sul mercato agli ignari commercianti del posto o ad esser venduti ad un quinto del loro valore ai delinquenti locali. A smascherare l’attività dell’imprenditore del «tarocco», già noto alla giustizia per falso, furto e sfruttamento della prostituzione, sono stati i carabinieri del comando Antifalsificazione Monetaria agli ordini del Colonnello Francesco Ferace. L’indagine, andata avanti per mesi, è partita dalle tante denunce presentate da residenti del piccolo comune ma anche e soprattutto dal monitoraggio del flusso di banconote false. Queste in particolare, prodotte nella stamperia clandestina e diffuse in Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige, sono state considerate dalle autorità centrali della Banca d'Italia e da quelle monetarie internazionali «di estrema pericolosità» a causa del tipo di falsificazione fino ad oggi sconosciuto. Seguito il flusso dei contanti farlocchi, gli uomini del più giovane reparto dell’Arma sono arrivati martedì sera nella villetta di proprietà della compagna dell’imprenditore del falso, sorpreso dai carabinieri all’opera nonostante l’ora tarda. Donato G., originario di Potenza ma da anni trapiantato nel Nord Italia, non si limitava a riprodurre banconote. Nella sua stamperia clandestina clonava carte di credito e creava ex novo documenti d’identità falsi, strumentali – secondo le accuse – al compimento di truffe e frodi bancarie. Arrestato per reati che vanno dalla contraffazione monetaria, all’introduzione nello Stato di banconote false, fino alla clonazione di carte di credito e documenti, lavorava su ordinazione. Le indagini proseguono anche al fine di identificare i complici del 52enne,«operaio» nel centro di produzione casalinga del falso. Al vaglio dei carabinieri anche la posizione della convivente, proprietaria della villetta. Recuperate, nel seminterrato, 250 banconote di vari tagli mentre era già pronta la stampa di 4mila euro destinati a distributori di carburante, mercati rionali ed esercizi commerciali del Nord Italia. Sempre più diffusa, nel Bel Paese, la produzione di soldi falsi. Basti pensare che il 90% delle banconote finte che girano in tutto il mondo è made in Italy. Alla Campania il triste record, con sequestri quasi costanti di stamperie clandestine e mazzette pronte a finire nei portafogli di ignare vittime. A gennaio la Guardia di Finanza di Salerno ha scoperto una fabbrica di banconote false in un manufatto creato tra due capannoni industriali tra Castellammare di Stabia e Torre Annunziata. Sequestrati oltre un milione di pezzi da 50euro per un valore di più di 50milioni di euro. Un mese dopo, a Napoli, i carabinieri della compagnia di Giugliano hanno trovato una montagna di soldi falsi nascosti in una cantina: 53milioni di euro in banconote da 100, 50, 20 e 10 euro pronte per essere spacciate. Arrestato in flagranza di reato, anche in quell’occasione, il 51enne proprietario dell'abitazione, ritenuto responsabile di falsificazione, spendita e introduzione nello stato di monete falsificate.
Retata nella stamperia di euro falsi
A Brescia finisce in manette un 52enne con passato di idraulico e manovale. Nel seminterrato di una villetta trovate migliaia di mazzette da 5, 10, 20 e 50
