Attualità

Sessantamila profughi sbarcati in soli sei mesi

In Italia più della metà degli arrivi di tutta Europa. E a Calais saltano sui tir per scappare in Inghilterra

Più di 106.000 migranti sono arrivati in Europa dall’inizio del 2015 ad oggi. Sessantamila sono sbarcati in Italia, dove il sistema di accoglienza è già sotto pressione e in assenza di misure adeguate collasserà nelle prossime settimane. Dai primi mesi dell’anno in corso, poi, le rotte dell’immigrazione, oltre che dalle coste libiche da cui partono per la maggior parte i profughi provenienti dall’Africa subsahariana, si sono ampliate. I siriani, infatti, preferiscono muoversi attraverso la Turchia e la Grecia, per poi proseguire il loro viaggio attraversando i Balcani verso il nord Europa. I Paesi che, al momento, ricevono il maggior flusso di immigrati sono proprio Italia e Grecia, dove però accoglienza e assistenza rimangono inadeguati. È il quadro fornito da Medici senza Frontiere che in vista del Consiglio Europeo del 25 e 26 giugno, chiede ai leader della Ue di mettere a disposizione le risorse necessarie per consentire a Italia e Grecia di assicurare protezione adeguata e condizioni di accoglienza umane nei luoghi di arrivo. Alle persone in fuga Medici senza Frontiere ha dedicato la campagna #Milionidipassi, con un appello rivolto all’opinione pubblica e ai governi perché sia ridata umanità al tema delle migrazioni forzate e venga garantito il diritto di tutti ad avere salva la vita. Con l’hashtag #VergognatiEuropa, inoltre, è stato rilanciato l’appello attraverso i media. «Vogliamo vedere la stessa determinazione messa in atto nel soccorso in mare anche nel garantire condizioni di accoglienza umane e dignitose in Europa», ha detto Manu Moncada, coordinatore delle operazioni di Msf per la migrazione in Italia, Grecia e Balcani. Sulla questione degli sbarchi di immigrati sulle coste italiane è tornato, sempre ieri, il ministro dell’Interno Angelino Alfano, che nel corso dell’indagine conoscitiva sull’immigrazione in Commissione Affari costituzionali al Senato, ha parlato di 59mila arrivi nel 2015. Si tratta in maggioranza di eritrei (25%), nigeriani (10%) somali (9%) e siriani (7%). Una cifra quest’ultima, quasi in linea con quanto segnalato da Medici senza Frontiere che sul totale dei profughi arrivati nel nostro Paese, ha rilevato solo il 5% di siriani. L’anno scorso, invece, prima del cambio di rotta, la percentuale era del 25%. Alfano, inoltre, ha spiegato che in Italia sono arrivati oltre 300 barconi, partiti per il 92% dalla Libia. Intanto è sempre più caos alle frontiere tra gli stessi Stati dell’Europa. Da un lato gli immigrati cercano in ogni modo di varcare il confine francese, dall’altro scappano disperati per l’accoglienza ricevuta da Parigi. Dopo il caso di Ventimiglia, con i clandestini accampati sugli scogli, adesso è la volta di Calais. I migranti accampati nei campi profughi sul lato francese del Canale della Manica, infatti, hanno sfondato le transenne e hanno preso d’assalto i camion fermi davanti all’Eurotunnel a causa dello sciopero dei lavoratori portuali. Decine e decine di rifugiati hanno cercato di nascondersi nei tir sperando di riuscire a raggiungere l’agognata Inghilterra, nell’illusione di poter ricevere un trattamento migliore. La società che gestisce la galleria sotto la Manica ha fatto sapere che questo è «il numero più alto di immigrati mai visto nell’area di Calais». Sarebbero circa tremila i profughi che vorrebbero entrare nel Regno Unito. Le autorità francesi fanno sapere che l’anno scorso sono stati bloccati 19mila tentativi di ingressi illegali. Mentre negli ultimi dodici mesi sono state arrestate circa 400 persone, di cui 100 cittadini britannici, per traffico di esseri umani tra i due Paesi. La polizia francese sta setacciando tutti i tir per far scendere gli immigrati nascosti. Non c’è da stupirsi se stanno cercando in ogni modo di fuggire dalla Francia. Questi migranti, infatti, vivono in una baraccopoli chiamata «la Giungla», uno dei campi profughi più grandi e peggiori d’Europa. Le organizzazioni umanitarie da tempo denunciano le condizioni bestiali in cui sono costretti a vivere. La Bbc ha raccontato di «risse e lotte» per riuscire ad accaparrarsi i posti migliori sui camion nella speranza di essere imbarcati sui treni-shuttle che attraversano la Manica. Conoscendo il punto di vista del premier britannico David Cameron, però, le speranze dei profughi sono mal riposte. La posizione di Londra è nota: nessun migrante metterà piede sul suolo di sua Maestà.

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