Attualità

Rifugiati, metà delle domande respinte

I dati del Viminale: dall’inizio dell’anno oltre 50mila arrivati in Italia. Alfano assegna al Lazio 5.050 migranti. Ma le presenze sono già 8.482

Uno su due ce la fa. O non ce la fa. Il cinquanta per cento delle richieste di asilo, infatti, vengono rigettate. Lo rivelano i dati diffusi ieri, alla vigilia della Giornata Mondiale del Rifugiato, dal ministero dell’Interno. Dall’inizio dell’anno, quasi 58.000 persone sono arrivate via mare sulle nostre coste, compresi bambini e donne incinte. Ogni mese tra i 5.500 e i 6.000 stranieri approdati in Italia hanno presentato domanda di riconoscimento dello status di rifugiato. Ma una pratica su due viene rispedita al mittente: il verdetto è «no». Il dicastero di Alfano ha reso note anche le quote regionali dei migranti. Al 29 maggio al nostro Paese erano assegnati 58.760 individui. Ma ne ospitiamo già 59.376. Al Lazio, la Regione che ha accolto più migranti (in centri governativi, temporanei e Sprar) sono assegnate 5.050 persone, anche se proprio secondo la tabella del ministero ci sono già 8.482 presenze, quindi siamo a 3.432 «esuberi». All’Emilia Romagna vanno 4.207 migranti (ne ospita già 4.346); alla Toscana 4.822, (e ce ne sono al momento 3.686, con una differenza di 1.136); a Campania 6.276 (ne ospita 5.460) e il divario è di 816. La Sardegna ne ha assegnati 2.056 e ne ospita 1.518 (meno 538). Ma torniamo ai rifugiati. Sempre in base ai dati del Viminale, la maggior parte delle richieste d’asilo arrivano dai paesi dell’Africa subsahariana, Gambia, Senegal e Nigeria in testa. A febbraio le domande erano 5.769. Un mese prima, 5.478. Sempre a febbraio sono stati esaminati 3.300 casi e quasi la metà dei richiedenti dello status si è sentito opporre un rifiuto. Stesso discorso a gennaio. In quei mesi, invece, si è mantenuta costante sul 20% la percentuale di migranti che hanno ottenuto la protezione sussidiaria e umanitaria. Ad aumentare sensibilmente sono state le richieste dei cosiddetti «minori non accompagnati», passate dalle 282 di gennaio alle 344 di febbraio (+62).E, se nel 2014 sono approdati sulle nostre coste meridionali 170 stranieri, il totale delle domande di riconoscimento dello status di profugo sono state 64.456, delle quali 4.753 avanzate da donne e 2.505 da minori non accompagnati. La crescita percentuale è di 138 punti rispetto al 2013, quando le domande furono 26.620. L’anno scorso, su 36.270 «richiedenti», solo il 10% (3.641) ha ottenuto lo status di rifugiato, il 23% ha ricevuto protezione sussidiaria e il 28% quella umanitaria. «Dall’inizio del 2015 fino al 16 giugno, sono arrivate via mare sulle nostre coste 58.600 persone, quando invece nello stesso periodo dello scorso anno gli arrivi erano 57.600 - sottolinea Christopher Hein, direttore del Consiglio italiano per i rifugiati (Cir) - La maggior parte provengono dai paesi dell'Africa dell'area subsahariana, ma anche da Eritrea e Somalia. C’è, quindi, una chiara diminuzione lungo la rotta della Libia di cittadini siriani, ora più orientati a partire verso la Grecia, paese che sta registrando quasi gli stessi numeri dell’Italia in fatto di sbarchi». Infine, per quanto riguarda il panorama europeo, nei primi tre mesi dell'anno sono state presentate 185 mila richieste di asilo nei paesi Ue (dati Eurostat): la metà provengono da kosovari, siriani e afgani. L’aumento è del 86% rispetto allo stesso periodo del 2014. Oltre il 50% delle domande sono state presentate in Germania (40% del totale) e Ungheria (il 18%). Al terzo posto l’Italia con poco più dell’8% del totale, con 15.200 domande, in netto calo rispetto all’anno passato.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.