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E adesso lo Stato italiano risarcisca il suo eroe

di Amedeo Laboccetta*Non può concludersi con la doverosa sentenza d'assoluzione della Corte d'appello il travaglio professionale ed esistenziale di uno dei migliori poliziotti italiani. Lo Stato...

N on può concludersi con la doverosa sentenza d'assoluzione della Corte d'appello il travaglio professionale ed esistenziale di uno dei migliori poliziotti italiani. Lo Stato deve restituire a Vittorio Pisani, punta di diamante della polizia nella lotta senza quartiere alla camorra casalese organizza, servitore leale e fedele delle Istituzioni, l'onore e la carriera dopo l'assurdo processo cui è stato sottoposto in questi ultimi terribili quattro anni. Un impegno che il ministro Angelino Alfano e il capo della polizia Pansa spero onoreranno quanto prima perché non passi il devastante messaggio che la Repubblica Italiana abbandona al proprio destino chi ha rischiato tutto nella lotta alla criminalità organizzata di stampo mafioso e camorristico. Non serve riepilogare chi è e che cosa ha fatto l'ex capo della Squadra mobile di Napoli, e nemmeno cosa ha pagato per aver detto che a un certo Saviano la scorta non serviva: basterà soltanto ricordare che, sottoposto al divieto di dimora nel capoluogo proprio in osservanza alla inchiesta che lo vide incredibilmente coinvolto, coordinò l'operazione che condusse alla cattura di Michele Zagaria. L'ultimo grande capo della mafia casalese, primula rossa inafferabile del clan dei casalesi, ricercato da quasi vent'anni; il detentore dei segreti economici e imprenditoriali della cosca di Casal di Principe. Ecco, questo è Vittorio Pisani. Un poliziotto che, pure nel momento più buio della sua storia, ha sempre anteposto il dovere a se stesso. Un capo vero, uno sbirro tra gli sbirri, perché alla questura di Napoli non c’è poliziotto che non si butterebbe nel fuoco per lui. I giudici di secondo grado hanno messo la parola fine alla sua odissea giudiziaria, e non avrebbe potuto essere altrimenti. Ma ora altre articolazioni dello Stato devono farsi carico di ricostruire quel che quell'improvvida indagine ha polverizzato. Pisani, da buon "soldato", non si farà mai avanti per reclamare quel che è suo di diritto. Ma Alfano e Pansa hanno il dovere, non solo morale, di chiudere, a tutti i livelli, questa parentesi così infausta per la giustizia italiana. Che ha travolto un uomo e un professionista esemplari e che ha privato gli uffici investigativi di uno straordinario e implacabile nemico del crimine. *Ex parlamentare di Forza Italia

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