Ucciso per il possesso di una grotta. Freddato con un colpo di pistola per aver fatto rispettare la legge. Il killer di Mario Piccolino, l'avvocato blogger nativo di Formia giustiziato lo scorso 29 maggio nel suo studio, è stato arrestato. A tempo di record. In meno di quindici giorni dagli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Latina, dal sostituto procuratore della Repubblica di Cassino, Alfredo Mattei applicato alla Dda di Roma e dal collega capitolino Carlo Lasperanza. Michele Rossi, 56 anni imprenditore di Cellole frazione di Sessa Aurunca in provincia di Caserta, credeva di restare impunito. Era convinto che gli agenti del questore Giuseppe De Matteis e del vice questore Tommaso Niglio non riuscissero a dare un nome ed un volto a quell'uomo spietato che, senza un apparente motivi, ha assassinato un uomo di settantuno anni, malato ma con il 'pallino' della legalità. Nel suo blogger www.freevillage.it infatti l'avvocato denunciava illeciti e malefatte di Formia e dintorni. E proprio sul suo blog Mario Piccolino era tornato a parlare, qualche mese fa, di quella vecchia vicenda giudiziaria che lo aveva visto uscire vittorioso. Nel 2003 una coppia di coniugi di Ventotene aveva dato mandato al legale formiano di seguire una vicenda di abuso edilizio. Il loro vicino di casa, un imprenditore, aveva realizzato in una grotta ad uso comune. Una lunga diatriba e poi la vittoria in tutti e tre i gradi per l'avvocato Piccolino e i suoi assistiti. A settembre dello scorso anno qualcosa doveva essere accaduto perché i due coniugi e il legale originario di Ausonia vengono denunciati per «calunnia» da Michele Rossi. Un vecchio rancore serbato per anni che ha trovato il culmine nelle scorse settimane con la spietata esecuzione. I tanti indizi lasciati e le immagini delle telecamere sono serviti a mettere gli investigatori sulla strada giusta. Il movente dell'assassinio di Mario Piccolino sarebbe stato trovato nascosto nel computer portatile o nella macchinetta fotografica sequestrati della Polizia. Nella sua ingenuità senile, Mario Piccolino, aveva continuato a scrivere di quella vecchia vicenda. Senza sapere di stare per firmare la sua condanna a morte. Un omicidio assurdo che ha sconvolto l'Italia intera. Il fratello Marco aveva più volte ripetuto "mio fratello non può essere stato ucciso per motivi passionali come qualcuno ha cercato di far credere. Era un uomo perbene che non era in grado di far male a nessuno pur avendo un carattere difficile. Siamo tutti estremamente preoccupati perché una simile violenza non trova giustificazione". Il professor Marco Piccolino non trova pace da quando il Mario è stato assassinato. Con un solo colpo alla fronte, dall'alto verso il basso. Giustiziato da un killer spietato e dal sangue freddo che poi con la pistola ancora tra le mani si è allontanato del tutto indisturbato dallo studio di via della Conca a Formia. È stato fulminato all'istante e Michele Rossi ha sparato il colpo appoggiando la canna alla fronte. L'indagine non è però conclusa. Michele Rossi non ha parlato. E la vendetta per la mancata realizzazione di un bagno di otto metri quadrati in una grotta sembra essere una motivazione troppo banale.
Preso il killer dell’avvocato di Formia
Piccolino, paladino della legalità, freddato da un imprenditore di Acerra Alla base dell’omicidio un vecchio rancore per il possesso di una grotta
