Spesso non abbiamo neppure idea delle montagne che può smuovere quello che abbiamo ribattezzato «l’universo della solidarietà» il cui perno è proprio il 5 x mille grazie al quale gli enti no profit riescono a concretizzare sogni, aiutare persone e vitalizzare la ricerca scientifica, la salute, la cultura e tutti i campi di quello che è considerato il Terzo settore. Il contribuente può destinare la quota del 5 per mille della sua imposta sul reddito delle persone fisiche, cioè l’Irpef, firmando in uno dei cinque appositi riquadri che figurano sul modello di dichiarazione 730. È consentita una sola scelta di destinazione. Oltre alla firma, il contribuente può indicare il codice fiscale del singolo soggetto cui intende destinare direttamente la quota del 5 x mille. I codici fiscali dei soggetti ammessi al beneficio sono consultabili negli elenchi pubblicati sull’agenzia delle Entrate. A noi contribuenti destinare il 5 per mille delle imposte che versiamo all’erario non costa assolutamente nulla ma per gli Enti destinatari è fondamentale per continuare l’impegno nella costellazione del sociale. Tra tutti questi soggetti ai quali possiamo destinare il 5 x mille ci sono le associazioni sportive. Volendo farsi un’idea si tratta di ben 168 pagine dove sono presenti 8.094 associazioni dilettantistiche. Si tratta dell’elenco provvisorio del 2015 pubblicato qualche giorno fa. Il Coni ha un ruolo fondamentale per le associazioni sportive perché decide chi può accedere al riparto del 5 x mille e chi no. Per meglio far capire quali miracoli è in grado di realizzare il 5 per mille raccontiamo una storia, vera naturalmente, che ci auguriamo vada a buon fine. È la storia della costituenda Fondazione Conte Ranieri di Campello , con destinazione verso l’inserimento tra gli enti che beneficiano del 5 x mille. Grazie al fondamentale contributo di ognuno di noi, potrà rinascere il grande centro equestre federale del Vivaro ai Castelli Romani, proprio alle porte di Roma. Si tratta del più attrezzato centro d’Europa, fino a qualche anno fa, pienamente operativo ma adesso abbandonato al degrado. Addirittura il presidente del Coni Malagò vantava al CIO la presenza dei Pratoni del Vivaro nel quadro della candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024. Storici personaggi lo hanno frequentato negli anni: da Pavarotti, alla famiglia Agnelli, Rockfeller, ad ambasciatori e grandi campioni di tutto il mondo: «È sempre stato il fiore all’occhiello e la ricchezza del territorio – conferma Stefano Monti, storico ristoratore di fronte all’immenso centro equestre- se riuscisse a decollare porterebbe di nuovo lustro e ricchezza». La grande struttura venne inaugurata in occasione delle Olimpiadi di Roma del 1960 e affidato in gestione alla Fise. Nel luglio del 2013, il Coni avvia il commissariamento della federazione dopo che fu appurato un deficit di circa 7 milioni di euro. In questi giorni, il Coni sta per riconsegnare al Demanio, ben due impianti storici sportivi tra cui il Vivaro e l’impianto della Società Ippica Romana alla Farnesina nel comune di Roma. Una delle due verrà rilanciata. Sarà proprio la solidarietà a salvarla grazie anche al nostro futuro contributo. Il nuovo ente senza scopo di lucro curerà il rilancio dopo che il Comune di Rocca di Papa avrà ottenuto la concessione del centro dal Demanio. Un progetto ambizioso: «Non solo grazie al contributo di tutti – dice il sindaco di Ariccia Emilio Cianfanelli – il centro equestre verrà presto riaperto ma sarà un progetto enorme con una facoltà di Tor Vergata specializzata in arte equestre e formazione con anche un ospedale pubblico veterinario per i cavalli».
Lo sport nell’universo della solidarietà
Sono 8.094 le associazioni dilettantistiche possibili destinatarie dell’aiuto Tra queste la Fondazione che farà rinascere il Centro Equestre del Vivaro
