I ministri degli Esteri e della Difesa dei 28 paesi membri dicono sì alla missione umanitaria nel Mediterraneo. L'obiettivo è fermare i barconi dei trafficanti di essere umani. La comunicazione ufficiale è arrivata via Twitter dall'alto rappresentante Ue per la politica estera, Federica Mogherini. Il quartier generale delle operazioni sarà istallato a Roma e il comando è stato affidato, come da annunci, all'ammiraglio Enrico Credendino. Il budget della missione EuNavFor Med è di circa 12 milioni di euro. Per l'inizio delle operazioni sarà necessario una risoluzione Onu che definisca le modalità di azione. Il piano prevede un complesso lavoro di intelligence per individuare i trafficanti e procedere nelle incursioni. Divisioni sulle quote di ripartizioni degli immigrati. Arriva, a riguardo, il secco no della Francia. Il premier Manuel Valls ha precisato che la decisione è stata presa "con il presidente Hollande per sgomberare il campo da ogni ambiguità". Il ministro dell'Interno Cazeneuve una settimana fa, invece, definito "normale la ripartizione dei migranti". Parere negativi anche della Polonia e dell'Ungheria. Gentiloni: "Nessun passo indietro". Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha tenuto a sottolineare che sul principio di condivisione delle responsabilità per l'accoglienza non si devono fare "passi indietro": "Sarebbe francamente molto amaro constatare che quell'iniziativa e quella disponibilità a rendere quel problema un problema europeo, e non solo italiano, facesse passi indietro". Per il titolare della Farnesina agli impegni "presi e dichiarati dobbiamo ora far corrispondere i fatti" senza "tornare indietro, perché l'Europa non farebbe una figura all'altezza dell'Europa". Intanto, anche se finora non c'è stata alcuna richiesta da parte dell'Ue, la Nato ha fatto sapere che è "pronta ad aiutare" la missione contro gli scafisti. Il segretario generale dell'Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg, ha anche spronato i Ventotto ad agire anche perché -ha detto, rilanciando quello che è il timore di molti- sui barconi potrebbero imbarcarsi anche terroristi, confondendosi con i migranti. L'aiuto dell'Italia alla Tunisia. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha avuto, nel frattempo, dei colloqui con l'omologo tunisino, Caid Essebsi. Sull'emergenza immigrati, i tunisini hanno sollevato il problema rappresentato dal fatto che le tragedie del mare purtroppo hanno come vittime molti giovani, donne e adulti di cui si perdono le tracce. Non è possibile per i familiari che restano sulla sponda sud del Mediterraneo, avere notizie di alcun tipo. "Faremo tutto il possibile per cercare e raccogliere le notizie" al riguardo, promette Mattarella, "e cercare di sanare una ferita così grave dando informazioni tempestive al governo tunisino". Sintonia ed intesa anche sul terzo punto dei colloqui, la lotta al terrorismo. "E' una lotta comune a difesa della civiltà e della pacifica convivenza, sottolinea ancora il Capo dello Stato, "siamo in piena condivisione di intenti e condividiamo il voler stipulare un patto di civilta'". La giornata vede anche, non a caso, la firma di una serie di accordi di collaborazione in campo economico. L'Italia metterà a disposizione 11 milioni 638 mila euro come doni, 50 milioni di euro come crediti d'aiuto e 25 milioni di euro del debito tunisino verranno convertiti in progetti di sviluppo. Un passo concreto con cui Roma si pone come interlocutore privilegiato di Tunisi, e in qualche modo suo rappresentante all'interno dell'Unione europea. "Intendiamo sollecitare l'Unione europea affinché si sviluppi il più possibile la cooperazione con la Tunisia", aggiunge Mattarella, "è un punto, questo, fondamentale. E' ugualmente necessario dare piena attuazione alle intese già esistenti". Non a caso il Presidente della Repubblica sottolinea che questo è il suo primo viaggio al di fuori dei confini europei.
Al via la missione Ue nel Mediterraneo. Il comando all'Italia
Divisione nella ripartizione delle quote degli immigrati. No di Parigi. Mogherini: "Condividere le responsabilità è parte integrante della strategia". Mattarella rassicura i tunisini
