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Gusto «musulmano» per la razione K

Arriva il «menu da combattimento» che rispetta i precetti religiosi islamici Allo studio ci sono anche pasti da campo destinati a vegetariani e a celiaci

Maiale addio. Le Forze armate si adeguano ai veti religiosi e lanciano le «razioni k halal» preparate per i militari musulmani, nel rispetto dei precetti dell'Islam. Quindi, tonno e piselli e minestrone di verdure al posto di wurstel e tortellini al ragù, in linea con una società sempre più multietnica e interreligiosa. E non è l’unica novità: allo studio degli esperti ci sarebbero anche soluzioni per vegetariani e celiaci, che già godono di menù «dedicati» nelle mense delle caserme. L’obiettivo è rispettare i precetti religiosi dei tanti italiani di seconda generazione che fanno parte delle forze armate e sarà soddisfatto dalle nuove «razioni da combattimento del terzo millennio», utilizzate nel corso di missioni all'estero nei Paesi islamici, sia dai nostri militari che dalle forze di sicurezza che collaborano con il nostro Paese. In lista filetti di sgombro e pasta e fagioli che prendono il posto degli alimenti proibiti dall'Islam che nella loro preparazione richiedono l'utilizzo della carne di maiale. La scelta, rispetto al passato, è ampia, con sette moduli alternativi, identificati da colori differenti (giallo, rosso, grigio, verde, bianco, rosa e blu), diversi tra loro per la varietà delle pietanze e divisi tra colazione, pranzo e cena. Ogni pasto quotidiano è confezionato in una scatola differente, corredata di spazzolino usa e getta, dentifricio, fiammiferi, posate di plastica, tovaglioli di carta, stuzzicadenti e una bustina di sale. Non mancano tè, caffè e cappuccino liofilizzati, mentre per riscaldare il pasto c'è un piccolo fornello, con tanto di tavolette di combustibile solido e istruzioni per l'uso in tre diverse lingue. Ogni anno, in media, si consumano 100mila razioni da combattimento, di cui 70mila in operazioni all'estero e 30mila in attività all'interno del nostro Paese. Per dare energia con il giusto apporto calorico anche in situazioni di prolungato stress, ognuno dei pasti è studiato per garantire il valore medio quotidiano di 3.650 kilocalorie, con il 57% di carboidrati, il 12% di proteine e il 31% di grassi. Niente più gallette e insipidi zupponi serviti nelle gavette, quindi. Il rancio dei tempi moderni si è evoluto e allo studio degli esperti del Corpo di Commissariato dell'Esercito che, tra le altre competenze ha appunto quella del vettovagliamento, ci sono «razioni k» ad hoc anche per celiaci e vegetariani. Un'attenzione particolare al benessere dei propri soldati, che il nostro Esercito ha ereditato dal passato, come testimonia la mostra «Il rancio del soldato: alimentazione al fronte e a casa», allestita presso il Complesso dei Dioscuri al Quirinale, a Roma, nel quadro delle commemorazioni del centenario della Prima guerra mondiale e aperta al pubblico fino al 19 maggio.

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