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La porchetta di Ariccia finisce a Formia

Ecco la mappa sbagliata del Lazio e dei suoi prodotti all’Expo di Milano. L’indice si confonde con la scheda delle eccellenze ed è caos geografico

«Lazio eterna scoperta», uno slogan profetico quello scelto per l’opuscolo della Regione in distribuzione all’Expo di Milano. Un pieghevole con una ricca leggenda elenca 125 prodotti di eccellenza del nostro territorio, sopra una mappina del Lazio con i numeri di riferimento. Non tutti i numeri però corrispondono. Ad esempio il cacio romano è finito a Viterbo, la trota reatina a Formia, la porchetta di Ariccia ancora a Formia, il pane di Genzano a Gaeta, il prosciutto di Amatrice ad Ariccia. Una confusione totale che per chi non ha cognizione geografica della Regione si trasforma davvero in un’eterna ricerca. Eterna perché senza soluzione. Da record poi gli errori sulle preziose Acque laziali: l’Acqua di Nepi, in provincia di Viterbo è finita a Rieti; l’Acqua di Rieti, secondo la mappa sgorga a Latina, mentre quella di Fiuggi si è "traslocata" a Nepi. L’Acqua di Fiuggi (Fiuggi) è collocata a Nepi (Viterbo). E che dire del vino dei Colli lanuvini, in provincia di Roma finito ad Acquapendente, in provincia di Viterbo? Trattandosi tuttavia di un’«eterna scoperta», a guardar bene l’opuscolo si scopre un’altra leggenda, più piccola, al fianco. Stavolta i numeri corrispondono e l’enigma si risolve. Una caccia al tesoro dunque niente affatto gradita dagli agricoltori laziali, già "innervositi" dalla location dello stand del Lazio, all’interno del Padiglione Italia insieme alla Lombardia. La provincia di Frosinone starebbe infatti pensando a "uscire" dallo spazio nostrano e affittarne uno esterno, insieme alle altre Regioni che, a detta dei diretti interessati, hanno molta più visibilità. Sull’opuscolo dell’«eterna scoperta» la Regione ha precisato che si tratta di una stampa di appena 200 copie distribuite solo durante l’inaugurazione. Errori, o meglio distrazioni, sulle quali il capogruppo Fi al Consiglio regionale chiederà conto direttamente al governatore Zingaretti. Nell’interrogazione si chiede, tra l’altro, di fare chiarezza ad esempio sulla «cabina di regia Regione-Comune e Unioncamere, ma la Regione non ha designato un proprio rappresentante all’interno. E ancora - incalza Aurigemma - vorremmo conoscere i motivi per il mancato coinvolgimento diretto dell'Arsial, sia per quanto concerne le attività organizzative della missione sia per la partecipazione all'evento. Infatti, la realizzazione dello sviluppo dei contenuti, soprattutto per quanto riguarda lo spazio espositivo, è stata gestita da Lazio Innova. Chiediamo, poi, i nominativi dei rappresentanti della cabina di regia, nonché la rendicontazione delle attività poste in essere dalla stessa». E l’Expo è appena cominciato.

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