Decine di auto incendiate, soprattutto di grossa cilindrata, vetrine di banche ma anche di negozi distrutte o imbrattate con la vernice. Il giorno dopo la guerriglia urbana scatenata di black bloc "no Expo", Milano fa la conta dei danni. E prova a identificare e punire i colpevoli. Il bilancio provvisorio parla di undici contusi tra gli agenti e una decina di fermati, tutti italiani. Nel frattempo i milanesi, che già ieri sono scesi subito in strada per ripulire, si danno da fare per rimettere in piedi la città. L'indagine dei Pm e gli arresti L'ipotesi di reato al centro dell'inchiesta della Procura di Milano è quella di "devastazione", che prevede pene fino a 15 anni di carcere. Ieri sono state arrestate 5 persone in flagranza per resistenza, lesioni e altri reati. Primi fermi della polizia dopo devastazione della città http://t.co/lbF3Gkbl4b #MayDay #noexpo #Expo #Expo2015 — YouReporter (@YouReporter) 1 Maggio 2015 Il sindaco Pisapia Un messaggio di speranza e coraggio arriva dal primo cittadino: "Milano reagisce con grande unità di intenti" e "risorge rispondendo no alla violenza". "Saremo uniti e forti - aggiunge il sindaco dopo le devastazioni di ieri - e daremo un messaggio a tutto il mondo contro una violenza che Milano non può accettare". "Oggi chiameremo tutta la città - spiega - a dare un contributo per pulirla da scritte indegne per una società civile". Un appello a cui "Milano ha già aderito per restituire una città pulita ai visitatori". La condanna di Mattarella Anche il Presidente della Repubblica, in una nota, ha espresso la sua "ferma condanna della violenza teppistica" avvenuta nel corso della manifestazione di protesta a Milano. Violenza "tanto più esecrabile - ha detto - in quanto rivolta contro un evento che ha come obiettivo la nutrizione del pianeta, la lotta alla fame e alla denutrizione e un ordine mondiale fondato su una maggiore equità tra Paesi ricchi e Paesi in via di sviluppo". Mattarella ha espresso "la sua piena solidarietà ai cittadini di Milano, vittime di pesanti danneggiamenti, e alle forze dell'ordine che hanno fronteggiato i violenti con responsabilità e grande senso del dovere". Dal Presidente della Repubblica sono arrivati anche "gli auguri di piena e rapida guarigione per gli agenti rimasti feriti" e l'auspicio che "i responsabili delle violenze siano assicurati al più presto alla giustizia". Alfano nel mirino Tutte le forze politiche sono concordi nel condannare ciò che è accaduto e nell’augurarsi che i violenti arrestati paghino per ciò che è successo. Ma nel mirino finisce anche il ministro dell’Interno Angelino Alfano con il leader leghista Matteo Salvini che attacca: “Si dimostra ancora una volta incapace. Si dimetta”. Il questore Secondo il questore di Milano, Luigi Savina, "Gli scontri che sono stati provocati intorno alla zona di Cadorna erano dei tentativi di sviarci. I manifestanti violenti volevano che li inseguissimo lasciando sguarniti i presidi che impedivano loro di dirigersi verso il centro".
Expo, gli sfasciavetrine mettono a ferro e fuoco Milano
La città in fiamme, polizia obbligata a non intervenire. Una figuraccia mondiale. Il ministro dell'Interno se ne vada
