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«I giudici miopi uccidono». E si butta dal ponte

Uomo si suicida per un’inchiesta sul figlio. Commento choc del procuratore: ormai lo dicono tutti

«La magistratura miope a volte uccide». Sono queste le parole lasciate da un biglietto da un pediatra di Genova, 65 anni, poco prima di gettarsi dal ponte Monumentale, nel centro cittadini, e di perdere la vita. A determinare il gestop del medico l’arresto del figlio, un noto farmacista del capoluogo sospettato di aver preso parte a una truffa relativa alla vendita fuorilegge di costosissimi farmaci tumorali. Ma ancora di più del gesto di disperazione del farmacista, a lasciare sotto choc la comunità ligure è il gelido commento del procuratore di Monza Corrado Carnevali una volta informato delle motivazioni del gesto: «Oramai dicono tutti così, non c’è altro da commentare», avrebbe detto Carnevali. Parole che hanno provocato l’immediata reazione del viceministro della Giustizia Enrico Costa: «Di fronte a questo tragico gesto che mi ha profondamente turbato, spero che le parole riportate come pronunciate dal Procuratore, non siano state riportate in modo corretto, perché diversamente sarebbero parole fuori luogo». Il figlio del pediatra era stato arrestato per ordine della Procura di Monza all’inizio di aprile. I carabinieri del Nas di Milano, infatti, avevano condotto un’indagina su una presunta associazione a delinquere finalizzata a lucrare sulla vendità dei costosissimi medicinali antitumorali. Della «filiera» criminale avrebbe fatto parte chi commissionava i furti di medicinali (tra i quali ci sarebbero farmaci da anche 10 mila euro a confezione, normalmente somministrati solo all’interno degli ospedali), chi gestiva il mercato parallelo e, infine, chi era incaricato di vendere i farmaci all’estero, in particolare in Germania, Olanda, Polonia, Bulgaria e Montenegro con tanto di fatture false. Un business illegale che, stando alle indagini effettuate dai Nas di Milano, si sarebbe aggirato intorno ai 30 milioni di euro. Nel frattempo, però, il figlio del pediatra - insieme alla moglie, a sua volta indagata nella stessa inchiesta - aveva ottenuto gli arresti domiciliari. E proprio in casa aveva ricevuto, appena domenica sera, la visita dei genitori. «Avevamo cenato insieme e poi avevamo guardato la televisione - ha spiegato il farmacista agli agenti - e poi erano andati via per fare un’altra visita. Non immaginavo potessero compiere un gesto del genere». E invece l’ansia per l’inchiesta dei magistrati è stata troppo forte. L’uomo si è lanciato fatalmente dal ponte Monumentale e per poco non ha rischiato la tragica fine anche la moglie. Pure lei era sul procinto di gettarsi nel vuoto, ma dopo aver visto il marito lanciarsi ha esitato per qualche secondo, quelli che sono bastati per far sì che la polizia arrivasse sul posto dopo l’allarme lanciato da alcuni passanti e le salvasse la vita. to all’ ultimo momento dopo avere visto l’uomo gettarsi ed è stata salvata in extremis dalla polizia arrivata sul ponte dopo l’allarme lanciato da alcuni passanti. Nelle ore successive il ritrovamento di alcuni bigliettini di commiato. Nel più significativo, come detto, era scritto: «La magistratura miope a volte uccide.

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