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La carica dei poliziotti presi qua e là per tappare le falle della sicurezza

Arriveranno oggi a Milano, chi in macchina chi in treno, gli agenti della direzione centrale anticrimine e della polizia di prevenzione per svolgere ordine pubblico all’Expo. Demansionati,...

Arriveranno oggi a Milano, chi in macchina chi in treno, gli agenti della direzione centrale anticrimine e della polizia di prevenzione per svolgere ordine pubblico all’Expo. Demansionati, catapultati nel capoluogo lombardo senza alcuna informazione né direttiva eccetto l’orario prestabilito per il loro arrivo. Alle 18 in punto professionisti dello Sco (il servizio operativo che si occupa sul campo di criminalità organizzata e della ricerca di latitanti), uomini della Scientifica e del controllo del territorio, agenti impegnati nell’antiterrorismo e nelle indagini più complicate vestiranno una divisa che non indossano da decenni per alternarsi nell’ordine pubblico della fiera pronta per essere inaugurata. La denuncia è partita dal Sap, il sindacato di Polizia sul piede di guerra contro un’iniziativa "assurda e inedita" annunciata in una circolare del 21 aprile scorso. «A maggio, giugno, settembre e ottobre personale della direzione centrale anticrimine e della direzione centrale polizia di prevenzione dovrà essere aggregato per i ruoli di agenti/assistenti, sovrintendenti ispettori insieme ai colleghi della direzione generale risorse umane e a quella degli affari generali per svolgere un servizio ordinario – spiega Gianni Tonelli, segretario generale del Sap -. In pratica oltre un centinaio di agenti, abituati a lavorare in borghese per non essere riconoscibili dagli uomini oggetto di indagine, saranno bruciati per tamponare le falle di un sistema al collasso. Sono stati avvertiti venerdì per partire il lunedì. Nessuno ha spiegato loro turni e tipologia del servizio che svolgeranno, chi sarà il responsabile per prenderli in forza. Gli è stato semplicemente chiesto di rimediare una divisa in fretta e furia (ordinaria o da ordine pubblico non è chiaro, comunque introvabile nei magazzini Vega sprovvisti da mesi) e di presentarsi puntuali oggi alle 18 nella caserma Sant’Ambrogio. E andrà avanti così. Dopo quindici giorni di servizio torneranno a Roma, sostituiti per la seconda metà del mese da altri colleghi degli stessi uffici, anche loro destinati a bruciarsi». Il contributo in uomini che anche le direzioni centrali sono chiamate a dare in vista dell’apparato sicurezza dell’Expo Milano, rischia secondo il Sindacato di Tonelli di mettere in grossa crisi professionisti che nulla c’entrano con l’ordine pubblico, impegnati a lavorare dietro le quinte in indagini strategiche e preferibilmente nell’anonimato per svolgere attività di supporto tecnico investigativo come l’istallazione di microspie. «In 31 anni di Polizia non ho mai visto una cosa simile – commenta e conclude Tonelli -. E’ la certificazione che l’apparato è ormai logoro».

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