Quella ieri assente in aula che si affida a mozioni senza cercare il consenso prima del voto. Ieri è successo quello che accadde quando in Campidoglio comandava Alemanno. Ieri è successo quello che lo stesso Alemanno e tanti ex rautiani sotto sotto vogliono, e cioè una distanza postuma nei confronti di un uomo dalla vita specchiata e dai comportamenti puliti. Lui riusciva dove costoro non riusciranno mai ed è quest’invidia che porta, ancora una volta, al no alla strada per Giorgio. Lui riempiva piazza del Popolo, loro qualche sala d’albergo. Ho ricevuto decine di telefonate sdegnate e tutti mi hanno detto una sola cosa: nessuno era stato informato delle iniziative in Campidoglio. Allora ditemi voi se non è stato tutto uno scherzo. Ho una lunga esperienza e so come si fa se davvero si vuole ottenere una cosa in Consiglio. Si informa il maggior numero di persone e quando si raccoglie un certo numero di firme, si presenta la richiesta. A quel punto chi ti ha detto sì prima non può certo votare no dopo. E ieri in aula mancava molto del mondo figlio di quel Msi. Comunque le mozioni bocciate sono soltanto pubblicità elettorale. A Giorgio, in Italia, sono state intitolate tre quattrocento fra strade e piazze e a lui, che camminava tanto, bastano per passeggiare ancora. Se Roma non ce l’ha, questa strada, il problema è di Roma, di chi fa il sindaco di parte e di quanti gridano allo scandalo dopo non aver fatto bene il loro mestiere.
Una via per Ignazio
Quella ieri assente in aula che si affida a mozioni senza cercare il consenso prima del voto. Ieri è successo quello che accadde quando in Campidoglio comandava Alemanno. Ieri è successo quello che...