È stato arrestato Don Graziano con l’accusa di aver ucciso Guerrina Piscaglia. Il capo di imputazione per l’ex parroco di Ca Raffaello, al secolo Gratien Alabi, sarebbe cambiato da favoreggiamento a omicidio e occultamento del cadavere di Guerrina Piscaglia, la donna scomparsa il primo maggio di un anno fa dalla sua casa di Ca Raffaello, nel comune di Badia Tedalda (Arezzo). L’arresto di padre Graziano è avvenuto alla vigilia della scadenza dei termini del divieto di espatrio. Per ora il religioso, fermato ieri a Roma, è l’unico indagato nel mistero della donna aretina. La scomparsa da Cà Raffaello della mamma mentre andava in parrocchia, a poca distanza da casa, dura ormai da un anno. Due settimane fa vennero ritrovati dei resti umani in un sacco in un piccolo cimitero di Sestino e si pensò che fossero di Guerrina. Ma le analisi dei Ris hanno accertato che quelle ossa appartengono ad un uomo. Il sacerdote Alabi Kumbayo Gratien, chiamato dai parrocchiani padre Graziano, 45enne, è originario della Repubblica del Congo. I carabinieri del comando provinciale di Arezzo hanno proceduto all’arresto del religioso africano in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Arezzo, Piergiorgio Ponticelli. L’arresto di padre Graziano è avvenuto alla vigilia della scadenza dei termini del divieto di espatrio. La misura custodiale emessa nei confronti del sacerdote congolese dal giudice, che ha contestualmente revocato quella cautelare coercitiva del divieto di espatrio per il reato di favoreggiamento personale applicatagli il 25 ottobre 2014, per la durata di sei mesi, era stata richiesta il 23 febbraio scorso dal procuratore della Repubblica di Arezzo, Roberto Rossi, e dal sostituto procuratore Marco Dioni, titolare delle indagini. La richiesta di arresto in carcere è stata avanzata dalla Procura per impedire il pericolo di fuga dell’indagato e di inquinamento probatorio, in relazione alla notevole gravità dei reati contestati a padre Graziano. Secondo la Procura il quadro probatorio nei confronti di padre Graziano è gravissimo, così come emerge dalle «complessive risultanze dell’attività investigativa», sviluppata dal nucleo operativo e radiomobile della compagnia carabinieri di Arezzo. Le indagini hanno coinvolto anche i militari delle stazioni di Badia Tedalda e Sestino, competenti territorialmente. I militari, su disposizione dell’autorità giudiziaria, espletate a Roma le formalità di rito, hanno portato padre Graziano nel carcere di Arezzo. Dall’estate scorsa il sacerdote congolese non svolgeva più funzioni pastorali nella diocesi di Arezzo. Dopo un periodo trascorso a Perugia, da un paio di mesi aveva trovato accoglienza in un convento della Capitale. «Padre Graziano parli, dica tutto quello che sa». È stata questa la prima reazione di Mirko Alessandrini, marito di Guerrina Piscaglia, alla notizia dell’arresto del sacerdote congolese. Il legale del marito, l’avvocato Francesca Faggiotto, ha invece comunicato a Mirko Alessandrini l’avvenuto arresto a Roma di padre Graziano. «La nostra speranza è che padre Graziano aiuti davvero a far luce sulla vicenda e racconti cosa è successo a Guerrina», ha detto l’avvocato Faggiotto. L’arresto dell’ex parroco della frazione di Badia Tedalda ha aggiunto il legale della mamma misteriosamente scomparsa, «rappresenta una speranza in più per far luce in questo caso».
Scomparve un anno fa, arrestato padre Graziano
Il sacerdote congolese accusato di omicidio e occultamento di cadavere di Guerrina Piscaglia
