Luca Odevaine e il mondo dell’ambientalismo. Un rapporto simbiotico, almeno fino a quando, il 2 dicembre scorso, il membro del Coordinamento nazionale sugli immigrati del Viminale finisce in carcere con l’accusa di corruzione aggravata nell’inchiesta «Mafia Capitale». A quel punto i rappresentanti delle associazioni ambientaliste e i politici del Pd, con i quali Odevaine lavorava a stretto contatto, cominciano a prenderne le distanze, fino a «cancellare» le tracce del suo passato «verde». GREEN ITALIA In pochi sanno che l’uomo messo a libro paga da Salvatore Buzzi, faceva parte del movimento politico Green Italia, fondato dagli ex senatori Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante. E lo sanno in pochi perché il suo nome, dopo l’arresto, è stato rimosso dalle pagine web di Green Italia. «Avendo appreso che Odevaine risulta coinvolto nell’inchiesta Mafia Capitale – si legge in un comunicato apparso sul sito il 4 dicembre – abbiamo proceduto, in applicazione dello Statuto e del Codice etico di Green Italia, alla sua sospensione dal Comitato dei 100 e dalla qualità di aderente al movimento». «Odevaine non aveva un ruolo direttivo – specificano da Green Italia – la sua era una presenza onorifica». LEGAMBIENTE Della Seta, Ferrante e Odevaine si conoscevano già ai tempi in cui militavano in Legambiente. Della Seta vi è approdato nell’aprile del 1986, come obiettore di coscienza, per lasciare a dicembre 2007 l’incarico di presidente nazionale. Ferrante ne è stato direttore generale del 1995 al 2007. Odevaine dal 2003 al 2008 faceva parte del collegio dei Garanti. Il 5 dicembre, a tre giorni dal suo arresto, sul blog di Legambiente il presidente Vittorio Cogliati Dezza ha tenuto a precisare: «Quello che ci lascia esterrefatti e se possibile ancor più incazzati, è che uno degli arrestati, Luca Odevaine, abbia condiviso un pezzo del suo percorso con noi. Poi le strade si sono separate, per ritrovarci successivamente in una comune iniziativa, la Fondazione IntegrAzione. A giugno di quest’anno, vista la nostra impossibilità a partecipare fattivamente e concretamente alle attività, abbiamo deliberato di uscirne». FONDAZIONE INTEGRAZIONE Oltre a Legambiente, a sostenere la Fondazione (di cui Odevaine era presidente) c’era la cooperativa sociale Abitus, che oggi risulta inattiva. L’amministratore unico è Tommaso Addeo. Il suo nome lo ritroviamo nelle intercettazioni dai carabinieri del Ros, dalle quali emerge che Odevaine, per mascherare i guadagni illeciti, pensa di investire all’estero in caffè e pasta, tramite le cooperative a lui riconducibili. Al telefono con Addeo, gli spiega: «Quei soldi rimangono fuori e lì non ce l’ho le rotture di c... che ci sono qua, nel senso che se i soldi stanno qui, stanno nella società e io li prendo personalmente non succede un c...». La fondazione è stata decimata dall’indagine «Mondo di mezzo»: oltre al presidente Odevaine, è stata arrestata la direttrice scientifica Rossanna Calistri (nonché funzionaria del Comune di Roma), mentre il presidente dei revisori, Stefano Bravo, è indagato per riciclaggio. L’unico rimasto in piedi è il vice presidente Francesco Ferrante. «Conosco Luca da 20 anni – racconta l’ex senatore Pd – ci siamo frequentati in Legambiente e poi nel 2010-2011 abbiamo costruito insieme IntegrAzione. La fondazione non ha mai ricevuto soldi pubblici, ha svolto attività di formazione finanziata da privati o dall’Europa. Odevaine nel suo ruolo di presidente operava nella giusta direzione dell’accoglienza degli immigrati. Non ho mai avuto dubbi o sospetti su di lui». ITALIA GREEN SRL Ferrante e Della Seta, oltre ad avere in comune un passato in Legambiente e un presente nel movimento Green Italia, sono soci al 50% e amministratori di Italia Green srl, che «svolge consulenza e assistenza nel settore ambientale». La sede legale della società si trova a Roma, in via Emanuele Gianturco 11, e combacia con quella del movimento politico. «Non c’è un legame funzionale – spiega Della Seta – La srl si occupa di relazioni con clienti privati. Abbiamo provvisoriamente indicato quell’indirizzo per ricevere la posta».
Odevaine, "Mafia Capitale" e il rapporto con gli ambientalisti
In Green Italia "non aveva un ruolo direttivo, solo onorifico"
