La strage di immigrati avvenuta ieri nel Canale di Sicilia assume sempre più le dimensioni di un'ecatombe senza precedenti: sarebbero stati in 950 a bordo di quel barcone e tra di loro 200 donne e 50 bambini, presumibilmente tutti morti. Le reazioni da parte dei Pesi Ue non tardano ad arrivare. In primis la Germania che ha detto fermamente che 'l'Italia non è sola'', tramite il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, rispondendo a una domanda sulla strage del Mediterraneo e sull'emergenza profughi. Seibert fa dunque sapere che il cancelliere tedesco, Angela Merkel, è "sconvolta" dai naufragi di barconi di migranti nel Mediterraneo e vuole risposte dall'Europa: "Il cancelliere e sconvolto, come milioni di tedeschi, dal nuovo naufragio di una nave di rifugiati in cui teme siano morte 900 o più persone, e questo all'indomani di un altro incidente in cui erano annegate circa 400 persone", ha spiegato. La telefonata di Merkel a Renzi. Il portavoce Steffen Seibert ha sottolineato che Merkel domenica ha telefonato al premier italiano, Matteo Renzi, e che i due leader hanno convenuto che "l'Europa deve agire". Definendo questi drammi vere e proprie "tragedie", Seibert ha aggiunto che quel che sta accadendo "non è degno dell'Europa: un continente preoccupato per l'umanità deve dare risposte anche quando non sono facili". Per la Merkel, occorre dare risposta a due interrogativi: "Cosa possiamo e dobbiamo fare per evitare che questi disastri si ripetano? Come possiamo agire in Libia e per la Libia per evitare che la complicata situazione interna lasci spazio completo ai trafficanti di essere umani per la loro attività criminale?" Da grasso il presidente Bundesrat. Il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha ricevuto oggi a Palazzo Giustiniani il Presidente del Bundesrat della Repubblica Federale tedesca, Volker Bouffier. La tragedia di ieri nel Canale di Sicilia è stata al centro del cordiale colloquio. Il presidente Grasso ha ribadito la necessità di un maggiore impegno europeo per affrontare il dramma dei migranti e colpire i trafficanti responsabili delle stragi nel Mediterraneo. Nel corso dell'incontro sono stati anche approfonditi i temi della riforma costituzionale in Italia e del funzionamento del sistema parlamentare tedesco ed è stata stabilita una base rafforzata per la cooperazione fra le due camere alte Renzi: "Ue deve reagire. Non ci sarà intervento di terra". Oggi Matteo Renzi, che ha chiesto un vertice dell'Unione europea per giovedì sul problema immigrazione, è tornato sulla strage chiarendo che un intervento di terra in Libia per ora è da escludere. Rispondendo a una domanda durante un'intervista a Rtl, il premier ha spiegato: "Non è che possiamo immaginare una dichiarazione di guerra e per di più senza un mandato internazionale...". Poi ha aggiunto: "Vanno trovate soluzioni tecniche, ci stiamo lavorando. Ma per me è fondamentale rimanere umani. Le tribù devono mettersi d'accordo - ha aggiunto - per ora non ci sono risultati positivi". Secondo il premier "non si può militarizzare il mare" per cui bisogna "intervenire per evitare che il mare diventi un cimitero e perciò occorre andare a risolvere il problema alla radice, ovvero risolvere la situazione libica". E ha concluso: "Contro gli scafisti è possibile un'operazione condivisa in Europa, ma mirata. Ci sono tutte le condizioni per farlo" Francia: "Non siamo stati all'altezza". Si riflette anche in Francia. "Su questa tragedia non siamo stati all'altezza della situazione": lo ha detto questa mattina ai microfoni di Rmc il portavoce del governo di Parigi, Stephane Le Foll, rispondendo ad una domanda sul ruolo dell'Europa. C'è bisogno di "aumentare la sorveglianza nel Mediterraneo", ha aggiunto. Le Foll, ha anche detto che oggi sul tema dei naufragi in Mediterraneo "c'è una presa di coscienza collettiva. Non possiamo lasciare l'Italia da sola di fronte a un tema del genere" Al vaglio della Ue missione navale su coste libiche. Intanto l'Unione europea valuta l'ipotesi di una missione navale Ue sulle coste libiche ma, in un documento confidenziale stilato dallo staff di Federica Mogherini prima della tragedia di ieri nel Mediterraneo, parla esplicitamente di un pull-factor risk, cioè del rischio che una missione navale possa spingere più migranti a mettersi in viaggio verso l'Europa. Il documento sarà preso in considerazione dai ministri degli Esteri europei riuniti oggi a Lussemburgo, in un vertice che sarà dominato dal tema immigrazione dopo la nuova tragedia al largo della Libia. L'opzione della missione navale Ue è elencata fra i possibili modi in cui l'Unione europea potrebbe sostenere un ipotetico governo di unità nazionale in Libia qualora i colloqui fra le parti mediati dall'Onu dovessero avere successo e sarebbe mirata a evitare il traffico di armi, monitorare l'attività dello Stato islamico in Libia e anche controllare le petroliere che vanno e vengono dalle raffinerie libiche.
Immigrazione, Merkel: "L'Italia non è sola"
Lo ha detto il portavoce del governo tedesco. Renzi invoca un'operazione condivisa in Europa contro gli scafisti. Francia: "Non siamo stati all'altezza"
