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Ai manolesta solo obbligo di firma

Entrare e uscire da una caserma dei carabinieri ed essere processati per direttissima per alcuni è assolutamente normale. Arresto in più o in meno, processo in più o in meno non crea alcun problema....

Entrare e uscire da una caserma dei carabinieri ed essere processati per direttissima per alcuni è assolutamente normale. Arresto in più o in meno, processo in più o in meno non crea alcun problema. Tanto alla fine, nella maggior parte dei casi, si tratta «solamente» di qualche domanda e verbale dei militari e qualche domanda del giudice. In sostanza, superate queste «pratiche burocratiche» si torna quasi sempre in libertà. Niente carcere, niente domiciliari. «Solo» obbligo di firma. Uguale, avere nella maggior parte della giornata la possibilità di continuare a delinquere. È, purtroppo, una delle tante fotografie dei risultati della giustizia per quanto riguarda alcuni reati di microcriminalità. Quelli, che, alla fine, sono la vera e propria preoccupazione dei cittadini. Tutto ciò si identifica in ciò che è accaduto tra venerdì e sabato scorso. I carabinieri della Stazione Roma Quirinale hanno infatti arrestato tre borseggiatori, tutti cittadini romeni, due uomini di 19 e 35 anni e una donna di 20 anni, con precedenti, due volte in due giorni. Venerdì scorso, i due erano stati fermati a bordo della linea A della metropolitana mentre tentavano di borseggiare una turista. Portati in direttissima sabato mattina, al termine del processo sono stati sottoposti dal giudice all’obbligo di firma e rimessi subito in libertà. Poco dopo, appena usciti dall’aula di giustizia di piazzale Clodio, i carabinieri li hanno sorpresi nuovamente a bordo della metropolitana della linea A, all’altezza della fermata di Lepanto, mentre tentavano di rubare un tablet dalla borsa di un turista. I militari non hanno potuto fare altro che arrestarli nuovamente e accompagnarli in caserma, in attesa di sottoporli a un nuovo rito direttissimo. Usciranno anche questa volta senza misure restrittive che gli impediscano di commettere, almeno per un po’, ulteriori reati? È ciò che sperano i romani che ogni giorno rischiano di essere scippati sui mezzi publbici.

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