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Il Governo "taglia" la Roma-Latina

"Non è strategica". Schiaffo a Zingaretti. I pendolari: doveva cancellare le code sulla Pontina

Rinviata a data da destinarsi. L’autostrada Roma-Latina è stata esclusa dalla lista delle infrastrutture strategiche varata dal Governo. Il nuovo ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio ha voluto restringere a 25 le grandi opere per il Paese per un valore di 70,9 miliardi, con coperture finanziarie pari a 48 miliardi, e tra queste non c’è la Roma-Latina. Ancor prima di vedere posata la prima pietra dell’autostrada Roma-Latina, già è stato quantificato un danno erariale da 20 milioni di euro «per mancato risparmio». La procura della Corte dei conti del Lazio ha citato in giudizio undici persone tra funzionari regionali e imprenditori, compreso l’ex governatore Francesco Storace. «Si comincia ad archiviare l'era Incalza - commenta Ermete Realacci, presidente della commissione Lavori pubblici della Camera - Vanno nella giusta direzione le scelte annunciate nel Def dal ministro Delrio sulle grandi opere pubbliche: drastica riduzione delle priorità, forte privilegio del trasporto su ferro e alle metropolitane e ritorno alle procedure ordinarie con il superamento delle procedure della Legge Obiettivo che è stata madre di opacità e sprechi. Su un programma di 285 miliardi di opere quelle ultimate valgono 23,8 miliardi di euro, pari ad appena l'8,4% del totale e che le varianti in corso d’opera hanno portato un aumento dei costi di realizzazione di oltre il 40%». « Ho sempre sostenuto - conclude Realacci - che il project financing previsto per la Orte-Mestre, la Tirrenica e la Roma-Latina fosse un bluff: ora queste opere sono rinviate sine die». Si tratta di un vero schiaffo al governatore Zingaretti, che più volte aveva annunciato il via all’espletamento della gara, inizialmente previsto per settembre 2014, poi spostato a febbraio 2015», è la considerazione fatta dal capogruppo di Forza Italia della Regione Lazio Antonello Aurigemma. L’ingegnere Antonio Tamburrino, appoggiato dal comitato «No Corridoio», lo scorso 10 febbraio ha segnalato all’Autorità nazionale anticorruzione un’anomalia nella procedura: «Il principale rischio dell’opera riguarda la domanda di traffico. Non è stato reso noto se il rischio deve essere a carico dell’impresa o della stazione appaltante». «In caso di mancato incasso dal pedaggio chi metterà la differenza? - si domanda Tamburrino - Con un miliardo e 100 mila euro di finanziamento statale, si sarebbe potuto mettere in sicurezza tutta la Pontina e realizzare una ferrovia leggera da Roma ad Aprilia. L’autostrada costa inutilmente: sia per il pedaggio sia per maggiori costi che si verificano sempre nelle opere pubbliche in Italia». L’Ufficio vigilanza lavori dell’Anac, sulla base dell’esposto, ha richiesto alla stazione appaltante società Autostrade del Lazio «controdeduzioni e delucidazioni in merito alle possibili criticità segnalate». Con delibera del 9 dicembre 2014, l’Anac aveva già disposto il monitoraggio dell’appalto, che costerà 2,8 miliardi di euro.

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