«I bambini non sono mai un errore. Ma un dono di Dio». Papa Francesco è tornato, nell’udienza generale di ieri, a parlare della famiglia. E dei bambini «come il frutto più bello regalato dal Signore all’uomo e alla donna». Il pensiero di Josè Maria Bergoglio non lascia dubbi: «Qualcuno osa dire che è stato un errore farli venire al mondo i bambini. Questo è vergognoso. Non scarichiamo le nostre colpe sui bambini per favore». Ma i bambini del Papa sono quelli «rifiutati», «abbandonati», «derubati dalla loro infanzia e del futuro». E per loro che il Pontefice si rivolge al mondo e ai fedeli chiedendo responsabilità. «I bambini - insiste il Pontefice - non sono mai un errore. La loro fame non è un errore come non lo è la loro povertà fragilità abbandono, e non lo è neppure la loro ignoranza, tanti bimbi non sanno cosa è una scuola». Non è certo la prima volta che Bergoglio tocca il tema dell’infanzia negata e dei bambini abusati. Ma ora tira in ballo anche «la nostra responsabilità, la responsabilità sociale delle persone e dei Paesi». «Troppo spesso - riflette Bergoglio - sui bambini ricadono gli effetti di vite logorate da un lavoro precario e malpagato, da orari insostenibili e trasporti inefficienti. I bambini pagano anche il prezzo di unioni immature e separazioni irresponsabili». Il Papa li considera «le prime vittime» degli «esiti della cultura di diritti soggettivi esasperati». E ancora: «Assorbono violenza che non sono in grado di smaltire e sotto gli occhi dei grandi sono costretti ad assuefarsi al degrado». Già durante le via Crucis del Venerdì Santo il Pontefice aveva tovvato il tema dei bambini «violati», ossia quelli soldati o abusati. Ma oggi arriva il suo rimprovero ferma e la condanna decisa: «Con i bambini non si scherza». Compresi i 3.500 rimasti intrappolati nel campo profughi di Yarmouk, in Siria, assediati dai miliziani dello Stato islamico. Il discorso del Papa è piaciuto a «Save the Children», l'organizzazione dedicata dal 1919 a salvare la vita dei bambini e difenderne i diritti. «Apprezziamo molto e condividiamo in pieno quanto detto oggi dal Papa sui bambini e sulle enormi sofferenze che riguardano ancora molti di essi, per responsabilità degli adulti che non sono in grado di garantire loro cibo adeguato, scuola, un luogo e un ambiente sicuro e protetto, condizioni di vita dignitose», afferma Valerio Neri, direttore generale Save the Children Italia. «Venticinque anni fa veniva approvata la storica Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Sono passati anni e il corpus di leggi e misure a tutela dell’infanzia è cresciuto, eppure nel mondo 650 milioni di bambini vivono ancora in povertà estrema, 58 milioni non possono andare a scuola e, di essi, 28 milioni vivono in zone di conflitto. Oltre sei milioni di bambini con meno di cinque anni continuano a morire per cause curabili e prevenibili come diarrea e polmonite e la metà di queste morti sono dovute al killer silenzioso della malnutrizione, 5,5 milioni di minori sono vittime di tratta e coinvolti in lavoro forzato». «Se tutto ciò accade è perchè evidentemente non si è fatto abbastanza e moltissimo dunque possiamo e dobbiamo fare per produrre miglioramenti e cambiamenti radicali nelle vite di milioni di bambini», aggiunge Neri. «Il 2015, da questo punto di vista, può essere un anno chiave».
«I bambini non sono mai un errore ma il frutto più bello e un dono di Dio»
«I bambini non sono mai un errore. Ma un dono di Dio». Papa Francesco è tornato, nell’udienza generale di ieri, a parlare della famiglia. E dei bambini «come il frutto più bello regalato dal Signore...
