Avevano dichiarato la cyberguerra al Califfato. Ma il rischio è che vengano loro stessi «infiltrati» dai terroristi islamici. L’allarme arriva da «Analisidifesa», portale specializzato in tematiche strategiche e di sicurezza: «Anonymous «è vulnerabile ad infiltrazioni dell'Isis». Infatti, «le tecniche di violazione e le tecniche mediatiche» dello Stato Islamico «sono simili a quelle di Anonymous» e tra coloro che avrebbero aderito all’Isis dopo una militanza in Anonymous c’è anche l'hacker inglese Abu Hussain Al Britani. In questi mesi Anonymous ha fatto «la parte del leone su molti media nazionali e internazionali grazie alle sue operazioni con lo scopo di eliminare il Califfato dal web. Siti web, pagine Facebook e account Twitter legati all' Isis vengono raccolti, pubblicati e poi cancellati», si legge sul sito di «Analisidifessa». Anonymous «vuole mostrarsi come un protagonista nella lotta al terrorismo, un'associazione guidata da ideali di giustizia e democrazia fondata però sul principio dell'anonimato, i cui membri sono anonimi sia per chi sta fuori dal gruppo sia per chi vi sta all'interno. Non ci sono capi. Non c'è organizzazione». Ma anche per questo, sarebbe «vulnerabile ad infiltrazioni dell'Isis, come è emerso il 20 marzo quando una presunta branca dell'Isis, la "Islamic State Hacking Division"-ISHD, ha postato un documento che riportava dati, nomi e indirizzi di 100 militari Usa. Il documento era accompagnato da un messaggio: "Uccideteli sulle loro terre, decapitateli nelle loro case". L'ISHD sosteneva di avere violato dei server militari e account mail ufficiali per ottenere quelle informazioni». Anche se il Dipartimento della Difesa ha smentito l’«irruzione» virtuale, spiegando che i dati erano pubblicamente disponibili o non erano corretti, il modus operandi ricorda l'attacco all'account Twitter del Centcom di gennaio, quando il gruppo «CyberCaliphate» ne prese il controllo, pubblicando informazioni militari pubbliche e spacciandole come top secret. Inoltre, le tecniche di violazione e le tecniche mediatiche sono simili a quelle di Anonymous. Forse perché l'autore degli attacchi è lo stesso: TriCk, o Abu Hussain Al Britani, punta di diamante dell'offensiva informatica dell'Isis». Al Britani, all'anagrafe Junaid Hussain, lasciò l'Inghilterra per andare in Siria, dove fece perdere le sue tracce. Con lui c’erano la moglie e due amici: uno era Abdel Majed Abdel Bary, noto come «Jihadi John», il probabile carnefice di James Foley e Steven Sotloff.
«Anonymous è a rischio infiltrazione dell’Isis»
Il portale "Analisidifesa": un membro dell'associazione amico di "Jihadi John" ha aderito allo Stato islamico
