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Omicidio Meredith, venerdì il verdetto della Cassazione

Intanto i media del mondo si chiedono se Amanda verrà estradata o meno qualora fosse confermata la condanna a 28 anni di carcere

Il verdetto della Cassazione sull'omicidio di Meredith Kercher arriverà soltanto venerdì. Lo ha comunicato il presidente della V Sezione penale, Gennaro Marasca, che insieme ai colleghi dovrà decidere se confermare o meno il verdetto della Corte d'Assise d'appello di Firenze del 30 gennaio 2014 che ha condannato Amanda Knox per l'omicidio della studentessa inglese a 28 anni e sei mesi di reclusione (nella condanna oltre all'omicidio c'è la calunnia contro Lumumba) e Raffaele Sollecito a 25 anni di reclusione.     Quale sarà il futuro di Amanda? Se la Corte di Cassazione dovesse confermare la sentenza emessa dalla Corte d'Assise d'Appello di Firenze nei confronti di Amanda Knox, condannata a 28 anni di carcere, (e Raffaele Sollecito) l'Italia ne chiederà l'estradizione? E, soprattutto, gli Stati Uniti accetteranno la richiesta? A porsi questi interrogativi non sono solo i media italiani, ma anche quelli americani, che nelle ultime ore, in vista del pronunciamento del Palazzo di Giustizia di Roma, hanno ripuntato i riflettori sul caso. Se il tribunale dovesse confermare la sentenza, scrive la Cnn, il caso verrà chiuso e quello che succederà alla Knox, 27 anni, è incerto, potrebbe dovere affrontare un'udienza per l'estradizione o raggiungere un accordo con il ministero della Giustizia italiano per scontare la pena negli Stati Uniti, ma questo potrebbe richiedere anni. Secondo alcuni analisti negli Stati Uniti, l'Italia potrebbe non chiedere all'America l'estradizione della Knox perché provocherebbe una crisi diplomatica tra i due Paesi. Ma la realtà è che potrebbe crearsi una spaccatura ancora maggiore se Amanda la facesse franca, con Sollecito che pagherebbe solo lui per l'omicidio di Meredith Kercher. "In questi casi, gli Stati Uniti normalmente estradano perché loro chiedono costantemente agli altri Paesi di estradare", ha spiegato al 'New York Times' Julian Ku, professore di diritto internazionale all'Hofstra University, precisando tuttavia che l'estradizione sarebbe "politicamente impopolare, perché lei è così famosa e attira così tanta attenzione, sarà dura". Grande interesse, ovviamente, anche da parte dei media britannici. Ma gli esperti citati dal Telegraph, sono divisi sulla possibilità di successo di un'eventuale richiesta di estradizione. Anche quelli contattati dal Guardian sostengono che qualsiasi tentativo di estradare Knox potrebbe trascinarsi per anni tra vari problemi giuridici italiani e statunitensi. Comunque vada, c'è chi scommette che non finirà qui, ma si continuerà ancora a parlare del caso. Per Lieve Gies, infatti, ricercatrice all'Università di Leicester, che ha studiato l'impatto dei social media nel caso, l'interesse del pubblico sul caso non finirà con la sentenza in Cassazione. "È un caso eccezionale", ha spiegato al "New York Times", sottolineando che le gente continuerà a discuterne. Infine, come ricorda la Cnn, dalla strage del Cermis - quando nel 1998 un aereo militare americano tranciò le funi della funivia del Cermis, provocando la morte di 20 persone - alla conferma della condanna nel 2012 di 23 americani - ma nei confronti dei quali l'Italia non ha chiesto l'estradizione - per il sequestro nel 2003 a Milano dell'imam egiziano Abu Omar, non si tratta della prima volta in cui i due Paesi si scontrano sulla sorte di cittadini americani accusati di crimini in Italia.

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