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«L’omicidio stradale diventi reato»

Il ministro Alfano rilancia dopo che si è costituito il «pirata» di Monza Due giorni fa investito e ucciso un 15enne. Oggi sit-in in tutta Italia

Si è costituito il pirata della strada che ha investito e ucciso un quindicenne a Monza. E ora il Ministro dell’Interno Angelino Alfano chiede che venga inserito el condice il reato di «omicidio stradale». L’automobilista che due giorni fa ha provocato l’incidente in viale Brianza in cui è morto Elio Bonavita, 15 anni, ed è rimasta gravemente ferita la madre, è stato denunciato a piede libero «per fuga in occasione di incidente con feriti, omicidio e lesioni colpose». L’uomo si è consegnato spontaneamente al comando della polizia locale in via Marsala a Monza. Secondo le prime informazioni si tratterebbe di un 40enne residente nella città lombarda. Da quante emerge il suo Suv color argento, che era stato visto allontanarsi dal luogo dell’incidente, «coincide con le immagini delle telecamere poste lungo viale Brianza», rendono noto dal comando dei vigili urbani. Fotogrammi già estrapolati dalla polizia locale e che rivelavano in parte la targa del Suv a cui gli investigatori davano la caccia da 48 ore. «Ora basta. Omicidio stradale. Lo proporrò subito in Consiglio dei Ministri», ha scritto su social network Twitter il ministro dell’Interno Angelino Alfano. Un appello alla mobilitazione di associazioni, enti pubblici e cittadini comuni per chiedere con forza l'introduzione del reato di omicidio stradale è stato lanciato anche dall’assessore ai Trasporti della Regione Campania Sergio Vetrella. L’occasione è il presidio organizzato dai familiari delle vittime della strada oggi alle 17 in varie città italiane, tra cui anche quelle della Campania, davanti alle prefetture o ai municipi. «Il provvedimento - spiega Vetrella - è già approvato alla Camera, ma sembra bloccato al Senato. L’introduzione del reato di omicidio stradale ha dunque un'importanza decisiva per un tema di così grande rilevanza sociale, che coinvolge tutti i cittadini. Per parte nostra continueremo a sollecitare i parlamentari coinvolti nell’approvazione della norma, che contribuirebbe a ridurre significativamente il numero di morti e feriti negli incidenti e il dolore delle famiglie, oltre che i danni economici e materiali che ne derivano». Il ragazzino di 15 anni travolto e ucciso a Monza è l'ennesima vittima della strage che si consuma ogni anno sulle strade. Nel 2014, secondo i dati dell’Associazione sostenitori e amici della polizia stradale ci sono stati 1.009 episodi di pirateria stradale con 119 morti e 1.224 feriti. E solo il 58% dei responsabili è stato individuato. «Nei primi due mesi del 2015 gli episodi di pirateria che abbiamo registrato sono 160 ed hanno causato 18 morti e 174 feriti», spiega il presidente dell’associazione Giordano Biserni. «Ci vengono a dire che le leggi ci sono già. Ma non funzionano», aggiunge Biserni, che spiega di accogliere come «un piccolo ma significativo passo in avanti» la presentazione oggi in commissione Giustizia al Senato del testo unificato sul reato di omicidio stradale, «in concomitanza con la nostra mobilitazione». Chi uccide sotto l’effetto dell’alcool o della droga «solitamente se la cava con un patteggiamento medio di 2 anni e 8 mesi, il che vuol dire che il conto con la giustizia non lo paga nessuno, quasi che fossimo di fronte a una sorta di delitto perfetto». Le associazioni che riuniscono le vittime della strada vogliono estendere il reato «anche a chi scappa dopo aver provocato un incidente».

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