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Caso Yara, Bossetti verso il rinvio a giudizio

La richiesta depositata dal sostituto procuratore Letizia Ruggiero

Il sostituto procuratore Letizia Ruggiero ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Massimo Giuseppe Bossetti, il 44nne carpentiere con il pizzetto accusato di aver ucciso il 26 novembre del 2010 la tredicenne Yara Gambirasio, di Brembate di Sopra. A cinque anni dal delitto e al termine di un’indagine costosa ma efficace, la richiesta è ora al Ruolo generale della Procura di Bergamo, che la trasmetterà al Tribunale. Due le accuse rivolte all'operaio: omicidio pluriaggravato e calunnia. Quest'ultimo addebito si riferisce alle accuse che Bossetti, in sede di interrogatorio, rivolse all'ex collega Massimo Maggioni, imbianchino di 42 anni. Per Bossetti, l'uomo avrebbe avuto un debole per le studentesse giovanissime, che avrebbe guardato con occhi voraci sugli autobus. Insomma, ipotizzò che potesse essere lui il killer di Yara. Gli investigatori hanno appurato che non solo Maggioni ha un alibi di ferro per la sera dell'omicidio, ma hanno anche smorzato le insinuazioni di Bossetti, ritenendole completamente fasulle. Il castello accusatorio è di quelli tosti, difficile da espugnare: le prove (il dna di lui sui leggins di Yara, i giri convulsi intorno alla palestra in cui lei si stava allenando la sera del delitto, la testimonianza di Alma Azzolin, casalinga di Brembate, che all'inizio di settembre vide Bossetti e Yara intenti a chiacchierare fittamente, nell'auto di lui) sono avallati da decine di gravi indizi, fra i quali le ricerche fatte dal pc di casa Bossetti su siti pornografici. Qualcuno cercava tredicenni vergini, rosse, danzatrici. Un dossier pregno, che la Procura ha voluto ulteriormente arricchire nonostante già dall'arresto di Bossetti avesse materiale da poter sottoporre ai giudici con regionevoli certezze. L'imputato, che grida la sua innocenza dal carcere, è difeso dall'avvocato Salvagni che ha annunciato l'ennesimo colpo di scena: sarà affiancato da un altro legale. Nessun nome. Ma una cosa l'ha detta: vuole chiedere che vengano comparati i dna delle 532 donne fra le quali a suo tempo fu cercata la madre di «ignoto uno», con l'impronta genetica mitocondriale anch'essa trovata su Yara ma non appartenente a Bossetti. Richiesta già una volta rifiutata.

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