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L’obesità è una patologia da curare con un piano «multidisciplinare»

Veronica Meddi Con il Rome Obesity Center si accende una speranza consapevole e responsabile. Grazie a un’equipe multi specialistica, un percorso riabilitativo motorio, un percorso riabilitativo...

Con il Rome Obesity Center si accende una speranza consapevole e responsabile. Grazie a un’equipe multi specialistica, un percorso riabilitativo motorio, un percorso riabilitativo psicologico e una terapia chirurgica laparoscopica in caso di fallimenti della dietoterapia, nel centro di eccellenza per la diagnosi e il trattamento dell’obesità si «cuce la cura giusta» sulla persona affetta da obesità. Il messaggio, lo spiega con determinata chiarezza lapalissiana, il professor Gianfranco Silecchia, Chirurgo Bariatrico/Metabolico, nonché Direttore Bariatric Center of Excellence - Università La Sapienza Roma - Polo Pontino Latina. Professor Silecchia, cosa è l’obesità? «L’obesità è una malattia. Grave, cronica. Come tutte le malattie ha i suoi stadi, e nella forma grave, l’obesità, dà una serie di complicanze specifiche che sono molto gravi( diabete, ipertensione, apnee notturne etc) e che riducono la vita media del paziente. L’obesità, insieme al fumo, è l’unica causa prevedibile di mortalità in questo secolo». In che consiste il programma di cura? «Bisogna tener conto della cultura, dell’età, della socialità, delle comorbidità, dell’età, dell’environment in cui vive il paziente. Per il progetto di cura dell’obesità, che è molto simile all’oncologia, se la giocano in una piattaforma multidisc iplinare, nutrizionista,diabetologo, psicologo,chirurgo. Il paziente obeso viene preso in carico dal team che cerca di confezionare un programma personalizzato di cura, per tutta la vita. Il paziente obeso è un ex obeso. Non si sente mai un paziente sano e va seguito per tutta la vita. È come l’etilista, cioè, un ex etilista non è un paziente sobrio». Il messaggio qual è? «Che oggi, 2015, il trattamento dell’obesità grave ha i suoi parametri. Ad esempio, uno di questi è l’indice di massa corporea che viene considerato 35 come limite tra l’obesità non grave e l’obesità grave. Nel paziente con obesità grave, quando sono presenti le indicazioni dell’età, l’asse nza di malattie psichiatriche, una compliance del paziente al progetto, la chirurgia bariatrica laparoscopica è l’unico trattamento efficace a lungo termine. Oggi non esistono alternative». E...? «La chirurgia dell’obesità ha fatto un ulteriore salto, non si chiama più chirurgia bariatrica, da BAROS, ma si chiama chirurgia metabolica perché il target della chirurgia, è quella di curare le complicanze gravi dell’obesità, che sono: problemi respiratori, la pressione alta, il diabete, l’artropatia da carico, la amenorrea». Cosa è importante? «Informare il cittadino che la cura dell’obesità è molto complessa e di temere chi ha la ricetta semplicistica, della bacchetta magica». La mission del centro? «Accogliere il paziente obeso e prendersene " cura" attraverso un progetto che viene designato. C’è un accesso rapido che è quello del check-up obesità, a cui il paziente può accedere come primo step da cui poi partono degli algoritmi, delle strade per approfondire gli accertamenti. Ma il punto essenziale è che Rome Obesity Center, ha a disposizione un’esperienza di persone che ci lavorano e della struttura che ne fanno un’unicità, cioè in grado di accogliere, riabilitare e preparare il paziente per fare un intervento chirurgico e guidarlo dopo». Quale, la good news? «Oggi la chirurgia dell’obesità è una chirurgia altamente tecnologica, mini invasiva, laparoscopica, robotica, endoscopica. Per cui, il grande balzo in avanti che è stato offerto dalla tecnologia, è che tutte queste tecnologie avanzate oramai rappresentano uno standard di trattamento. Non è il futuro, è il presente».

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