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Appalti Enav Alemanno: non sono indagato

In un passaggio della sentenza con cui la Suprema Corte si sottolinea che ci sono "seri indizi" di un finanziamento illecito da 200mila euro all'allora sindaco di Roma

Il caso degli appalti Finmeccanica sotto la lente della Cassazione. In un passaggio della sentenza con cui la Suprema Corte ha confermato un sequestro di documenti disposto dalla Procura il 15 maggio 2014 in relazione a un caso di sovrafatturazione negli appalti Finmeccanica-Enav si sottolinea che ci sono «seri indizi» di un finanziamento illecito da 200mila euro a Gianni Alemanno nel 2011, quando era ancora sindaco di Roma. Si tratta di carte sequestrate al progettista Michele Navach. «Nell’ambito dell’appalto per l’ammodernamento dello scalo di Palermo Punta Raisi, attraverso operazioni di sovrafatturazioni negli appalti Finmeccanica-Enav realizzate per l’affidamento di studi progettuali alla società riconducibile al coindagato Enrico Saltamartini, sarebbero state create provviste finanziarie destinate all’allora sindaco Giovanni Alemanno». Pronta la replica di Alemanno: «È una forzatura comunicativa parlare di “seri indizi” nei miei confronti. Infatti per questa indagine, cominciata da anni, io non risulto neppure nel registro degli indagati e tantomeno sono stato sentito dai magistrati».

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