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Arrestato Giampietro Manenti, patron del Parma

E' accusato di reimpiego di capitali illeciti. Con lui in manette altre 21 persone

Arrestato per reimpiego di capitali illeciti il patron del Parma Calcio Giampietro Manenti, con lui arrestate altre 21 persone. L'operazione è stata svolta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma e tra i reati contestati ci sono peculato e autoriciclaggio con l'aggravante del metodo mafioso. Oltre agli arresti, sono in corso una sessantina di perquisizioni in varie città italiane. Dalle indagini è emerso che Manenti si era rivolto ad Angelo Dionigi Augelli, uno degli arrestati, che coinvolgendo altri membri dell'organizzazione criminale ha avviato una serie di tentativi di scarico di ingenti somme di denaro provento di frodi informatiche e giacenti su carte di pagamento frutto di clonazione nelle casse della società sportiva come corrispettivo per simulati acquisti di biglietti e di merchandising del Parma o comunque a titolo di apparente sponsorizzazione. Una volta ricevuti i soldi, Manenti avrebbe dovuto restituire al gruppo la metà del denaro ricevuto.   Il tecnico della società: "Servono regole dure". Non usa mezzi termini Renzo Ulivieri, presidente dell'Assoallenatori nonché ex tecnico della società ducale: "Il problema Parma è un grande problema che riguarda il nostro sistema che va rivisto e organizzato. Bisogna operare con serietà, ci sono campionati allo stremo e che non ce la fanno più", è il commento di Ulivieri, all'arresto di Manenti. "Credo si ponga anche la questione Paese e la questione morale in tutto questo sistema al di là delle regole. Sto andando a Roma a discutere di regole più stringenti ma se manca la base. Credo che ci debbano essere regole dure, in questo mondo ci sono delle responsabilità morali, c'è la passione popolare. Se non teniamo conto di questo e pensiamo solo ai numeri sbagliamo".     Il sindaco di Parma: "Nessuno spazio per i disonesti". Si sfoga su facebook Federico Pizzarotti, sindaco di Parma: "Arrestato Manenti. Lo dissi da subito: a Parma nessun spazio per i disonesti. Non è mai stato chiaro da dove sarebbero arrivati i soldi, e abbiamo fatto bene a non dialogare con certe persone. Nessun sciacallo tocchi i parmigiani, la città e la nostra squadra. #SaveParma".      Il manager Alborghetti: "Ce lo siamo tolti di mezzo". Così il manager Fiorenzo Alborghetti, che all'inizio dell'avventura aveva affiancato Giampietro Manenti, commenta l'arresto del presidente del Parma. "Avevo la sensazione che si trattasse di una persona che al massimo millantasse di avere dei capitali senza però avere niente in mano - ha detto Alborghetti - ma da quello che traspare non è così. La moglie fa la badante, vivono con la pensione della madre... Però meglio così: ce lo siamo tolti di mezzo"     Il capitano del Parma: "E' tutto uno schifo". Sta diventando una farsa e lo dico con tristezza, perchè è tutto uno schifo". Al suo arrivo a Collecchio per l'allenamento mattutino, anche il capitano del Parma Alessandro Lucarelli ha commentato la notizia sull'arresto del presidente Giampietro Manenti. "Non ho niente da dire, voglio capire prima quelle che sono le motivazioni, se c'entra il Parma o meno - ha detto il centrale dei ducali - Non mi sento di fare nessuna dichiarazione se non che ogni giorno prendiamo bastonate in faccia, e parlo della città, della tifoseria, della squadra. Mi auguro che prima o poi tutto questo finisca perché non ne possiamo più. Se sarà difficile poter giocare domenica? E' da tanto che è difficile giocare, non è da ora. E' da novembre, per tutta una serie di motivazioni stiamo andando avanti, lo facciamo per le persone che ci stanno dietro, ma verrebbe voglia veramente di chiudere tutto.

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