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Grandi opere e maxitangenti milionarie

Nel mirino dei pm il Nodo Tav a Firenze, il Palazzo Italia di Expo 2015 e la linea C della metro romana IL RITRATTO Incalza, un superburocrate traversale"  LE

Imprenditori, dirigenti, politici, Grandi opere e appalti milionari. È accaduto ancora: consulenze in cambio di gare pubbliche che, così facendo, lievitavano anche del 40%. Per questo, alle prime luci dell'alba di ieri, quattro persone sono state arrestate al termine di un'operazione dei militari del Ros guidati dal generale Mario Parente. Altre 47 sono indagate. Tentata corruzione per induzione, corruzione per atti contrari ai propri doveri d'ufficio, turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e altri delitti contro la pubblica amministrazione. Queste le accuse mosse dai pm fiorentini Giuseppina Mione, Luca Tirco e Giulio Monferini, coordinati dal procuratore capo Giuseppe Creazzo. Ipotesi di reato che, tra gli altri, hanno condotto in carcere Ercole Incalza, volto noto della dirigenza del ministero dei Lavori Pubblici, attualmente consulente esterno che, emerge dalle intercettazioni, avrebbe goduto di un rapporto confidenziale con il ministro Maurizio Lupi. Il titolare del dicastero dei Trasporti non risulta indagato, né emergerebbero a suo carico ipotesi di reato. I Ros hanno anche bussato alla porta di Sandro Pacella, collaboratore di Incalza. Gli altri due arrestati sono gli imprenditori Stefano Perotti e Francesco Cavallo. Il rapporto tra i quattro si sarebbe sostanziato in un «articolato sistema corruttivo che coinvolgeva dirigenti pubblici, società aggiudicatarie degli appalti e imprese esecutrici dei lavori», scrivono gli inquirenti nelle 268 pagine dell’ordinanza cautelare. Da Roma a Milano passando per Firenze, Bologna, Genova, Torino, Brescia, Perugia, Bari, Modena, Ravenna, Crotone e Olbia, i carabinieri hanno perquisito un centinaio di uffici pubblici e sedi societarie riconducibili agli indagati. Tra i locali passati al setaccio dagli inquirenti, con la collaborazione del Nucleo Antifrode dell'Agenzia delle Entrate, quelli della Struttura di Missione presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, della Rete Ferroviaria Italiana spa, dell'Anas International Enterprises, delle Ferrovie del Sud Est srl, del Consorzio Autostrada Civitavecchia – Orte – Mestre, dell'Autostrada regionale Cispadana spa e dell'Autorità portuale Nord Sardegna. Il «Sistema» (come è stata denominata l’inchiesta scattata nel 2013), andava avanti da almeno 10 anni e riguarda illeciti anche nella gestione degli appalti per la realizzazione del «Nodo Tav» e del sotto-attraversamento di Firenze, di linee ferroviarie e autostradali, del Palazzo Italia Expo 2015 e della linea C della metro romana. Tutti lavori di competenza della Struttura Tecnica di Missione presso il ministero delle Infrastrutture, diretta per oltre un decennio da Incalza. La politica non sarebbe rimasta immune al «Sistema». Tra gli indagati, l'ex consigliere regionale emiliano Vladimiro Fiammenghi, l’ex assessore alla Mobilità della stessa regione Alfredo Peri, Graziano Patuzzi, ex presidente della Provincia di Modena e poi presidente della società per la strada Cispadana, l'ex senatore Fedele Sanciu, ora commissario dell'autorità portuale Nord Sardegna, l'ex assessore comunale al Bilancio di Milano Giacomo Beretta, Rocco Girlanda, ex sottosegretario ai Trasporti, Antonio Bargone, che ricorprì lo stesso incarico, l'ex deputato Stefano Saglia e Vito Bonsignore, ex presidente del gruppo Ppe.

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