Nell’entusiasmo generale seguito all’annuncio di Papa Francesco sul Giubileo straordinario, Michele Anzaldi, deputato Pd che fu capo ufficio stampa del Commissario straordinario del governo nel Giubileo del 2000 (carica ricoperta da Francesco Rutelli, allora anche sindaco di Roma), richiama alla realtà delle cose: la Capitale, allo stato attuale, non è pronta. Perché? «Basta vedere le condizioni dei trasporti o dei servizi. Basta parlare con chiunque, ogni mattina, deve prendere l’autobus o la metro per andare a lavoro e si lamenta per i ritardi e gli affollamenti. Al momento funziona tutto, ma è al limite. E se allo scenario normale della quotidianità si aggiunge la cifra preventivata che gira in queste ore, 25 milioni di pellegrini, se non di più, qualche domanda me la pongo». Come se ne esce? «Sicuramente istituendo una cabina di regia. Le istituzioni, certo, ma penso anche a Protezione Civile, Vigili del fuoco, le Forze dell’Ordine e il terzo settore che è la chiave di tutto. I volontari, infatti, saranno importantissimi nel Giubileo. Considerando quanti disabili arriveranno, a quanti anziani e a tutto il grande apporto che servirà per assisterli e accompagnarli. Poi occorre avere ben chiaro lo stato delle infrastrutture. Un Giubileo della Misericordia non è un concerto o una partita di calcio, è una cosa enorme. Sarà molto importante conciliare la permanenza dei pellegrini con le esigenze dei romani. Faccio un esempio: se chi vuole andare a lavoro la mattina e deve prendere la metro deve aspettare tre quattro corse perché davanti c’è un muro di pellegrini che deve salire, possono sorgere dei problemi seri. Dobbiamo renderci conto della specificità di questo bellissimo evento, da tutti i punti di vista». Cosa significa? «Non hai turisti, ma pellegrini. Hai persone che concepiscono arrivare a Roma come il compimento di un cammino spirituale, che magari vogliono dormire in tenda per strada, non vanno certo a cercare l’Hotel a cinque stelle. E poi faccio un altro esempio. Come gestisci il transito dei pullmann che trasporteranno a migliaia i pellegrini? Come gestisci lo smaltimento del surplus di rifiuti, in una città in cui la questione presenta molti problemi già nell’ordinario? Per questo dico che ci vuole coordinamento, e subito». Lei ha vissuto pienamente il Giubileo del 2000. Quale fu la cifra distintiva dell’evento di allora? «Quando fu nominato il Commissario, la buona riuscita del Giubileo diventò una vera e propria sfida del Paese, sentita da tutte le forze politiche. Ricordo che fu coinvolto nel comitato anche Domenico Fisichella, allora esponente di Alleanza Nazionale. Si lavorava tutti insieme per il risultato, ed era una sfida molto complessa, con dei cronoprogrammi molto rigidi, che permettevano di sforare un paio di giorni al massimo. Qualsiasi opera incompiuta si sarebbe trasformata nel monumento alla nostra sconfitta davanti al mondo. Il risultato? Niente ritardi. E soprattutto niente incidenti mortali, nè durante i lavori di preparazione nè durante lo svolgimento del Giubileo». Oggi sarebbe possibile riproporre uno spirito di collaborazione simile? «Secondo me sì. Basterebbe scegliere i migliori in ogni settore, coinvolgendo tutti gli orientamenti politici». Basandosi sull’esperienza del 2000, se si ipotizzasse Rutelli di nuovo commissario straordinario? «Sicuramente Rutelli fu un ottimo commissario. Per adesso, però, non mi pare che siamo a livello di emergenza, ma semplicemente di sottostima dell’evento. Basterebbe iniziare a fare delle riunioni con tutte le parti interessate».
"L’Anno Santo è una sfida. L’ex sindaco seppe affrontarla"
Michele Anzaldi, deputato Pd: quindici anni fa nessun ritardo, tutto andò come doveva
