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Il campo di via Salone avvelena i cittadini 365 giorni l’anno

Fumo nero, diossina nei polmoni 365 giorni l’anno. Ieri mattina l’ennesimo rogo tossico si è alzato dal campo rom di via Salone, nemico numero uno dei residenti di Ponte di Nona e Colle degli Abeti. «Abbiamo comprato casa nei quartieri del nuovo mondo - dice Franco Pirina, presidente del Caop (Coordinamento azioni operative Ponte di Nona) - Ma siamo diventati il simbolo della terra dei fuochi romana e purtroppo anche dei fessi - aggiunge Pirina -perché le nostre case ormai non valgono una cicca». Falò tossici e rifiuti illegali. Un binomio esplosivo come la rabbia dei residenti che abitano a pochi centinaia di metri dalle strade trasformate in discariche a cielo aperto. Via Delle Cerquete a Colle Degli Abeti, territorio confinante a Ponte di Nona, è una delle vie di quello che doveva essere il Nuovo mondo trasformata in Terzo mondo, con ogni sorta di animali e insetti, topi, scarafaggi e zecche al pascolo tra i rifiuti accanto ai condomini di via Raffaello Liberti. La strada è rimasta anche completamente al buio per il furto dei cavi di rame e sono stati razziati tutti i tombini in ghisa. Poco distante un capannone abbandonato è diventato il covo di abusivi che vanno a dormirci la notte, trasformato in deposito di residui di oggetti di provenienza furtiva. «I raid con furti incasa e nei garage condominiali si moltiplicano, la notte passata hanno smontato le ruote di una smart nell’autorimessa di un palazzo in via Liberti» conferma un residente del Colle, Lelio Tabacco. La sua famiglia è una delle 200 famiglie della zona collegate con whatsapp. Ma più del tam-tam per passarsi le informazioni su quello che succede non sono riusciti a fare. «I nostri appelli alle istituzioni - conclude Tabacco - sono rimasti inascoltati ».

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