«Nella strutture di accoglienza ci sono 67mila immigrati a fronte di 60 milioni di abitanti. Facciamo quattro conti: se ciascun comune degli 8.000 presenti facesse fino in fondo la sua parte, sarebbe un carico sostenibile quello degli immigrati». Così il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, che torna dunque sulla necessità di «una grande alleanza con la comunità internazionale per stabilizzare la Libia» («Rispetto alle chiacchiere della Lega come comunità occidentale andiamo in Libia e stabilizziamo il Paese, troviamo così un interlocutore», aveva detto poco prima) ma anche «creare campi profughi direttamente in Africa» con l'aiuto di interlocutori in loco. Proprio dai campi potrebbe essere fatto lo «screening preventivo». Ovvero, spiega il ministro, «chi ha diritto all'asilo verrebbe mandato in uno dei paesi europei, secondo il principio di equa distribuzione, senza status di rifugiato invece non verrebbe dato il permesso di partire». «Tutto il mondo oggi ha capito, grazie all'azione del governo, che la Libia è una priorità. E rispetto a tutto quello che rischia di provenire da lì, il problema non è arginare il mare ma agire direttamente in Libia. Ovvero stabilizzare la situazione nel Paese e su questo il governo sta lavorando». continua il ministro dell'Interno. È «evidente - sottolinea il ministro parlando di immigrazione - che si tratta di un grande problema di politica estera perché chi ha un minimo di senso pratico delle cose, sa che se non si mette una soluzione lì, sulla Libia, non si risolve il problema dell'immigrazione». Bisogna far leva sull'azione diplomatica che, evidenzia con forza il ministro, «deve essere europea», non solo italiana. In questo senso, immaginiamo, fa un esempio, quello che rappresenta il portiere in una squadra di calcio il portiere: «se lì (in Libia, ndr) funziona il centrocampo, se lì funziona tutta la squadra, al portiere arrivano pochi palloni da parare ma se lì non funziona la squadra, ovvero l'azione diplomatica dell'Europa arrivano tanti palloni da parare».
Alfano: «I comuni facessero la loro parte»
«Nella strutture di accoglienza ci sono 67mila immigrati a fronte di 60 milioni di abitanti. Facciamo quattro conti: se ciascun comune degli 8.000 presenti facesse fino in fondo la sua parte,...
