Leon ha tre anni e due mamme. Una italiana e l’altra argentina. E il suo certificato di nascita, proprio per questo è speciale. Leon, infatti, è il primo bambino figlio di una coppia gay trascritto sui registri del Comune di Roma con tutti e due i nomi delle sue mamme. Fino a ieri questo non sarebbe stato concesso perché, accanto al nome della mamma, compariva un «omissis». Ma Roma, come ha spiegato l'assessore capitolino alle Pari opportunità, Alessandra Cattoi, «è amica dei cittadini». Aggiungendo: «Una coppia di donne ha chiesto che il certificato di nascita del loro figlio nato in Argentina venisse trascritto tale e quale nell'Anagrafe del Comune di Roma, e questo è stato fatto». Cattoi spiega ancora: Quel bambino si ritrovava in Argentina ad avere due genitori, e in Italia solo uno: questo non è possibile dal punto di vista del diritto di quel bambino, perché gli si toglie il diritto a un genitore, ma neanche da quello del buonsenso». E le mamme del piccolo, grate, aggiungono: «Nostro figlio in piazza si presenta dicendo "Loro sono le mie mamme, mi hanno fatto nascere". Questa è la realtà». Nel frattempo arriva la notizia che anche Firenze ha deciso di seguire le orme della Capitale. Oggi il bimbo, nato a Buenos Aires, grazie alla procreazione assistita, vive in Argentina con le sue mamme, di cui ha preso entrambi i cognomi. Il bambino è stato già riconosciuto come figlio di due donne dall'Ufficio Anagrafe del Comune di Buenos Aires ed ora lo stesso atto è stato trascritto dall'ufficiale di stato civile di Roma Capitale. Tra gli effetti concreti della trascrizione, spiega l'avvocato delle mamme, il trentino Alexander Schuster, c'è il fatto che il bambino, «fino ad oggi non risultava cittadino della Repubblica italiana, la trascrizione dell'atto di nascita a Roma fa sì che lo Stato lo riconosca a tutti gli effetti come cittadino in base allo ius sanguinis». Ora la famiglia italo-argentina, per sua voce, «rivolge un sentito ringraziamento a quante e quanti hanno contribuito a garantire in concreto i pari diritti e la pari dignità di tutte le famiglie e di tutti i bambini». Le due madri, «coniugate», da luglio chiedevano la trascrizione del certificato di nascita del figlio a Roma, «perché nei loro progetti c'è la possibilità di trasferirsi come famiglia in Italia. Pur a fronte di un iniziale diniego, nel corso dei mesi sono state rappresentate con efficacia all'Ufficio di stato civile le argomentazioni giuridiche che imponevano l'accoglimento della domanda di trascrizione - spiega il legale - non potendosi concludere che l'iscrizione di due madri su un certificato di nascita potesse trovare ostacolo nell'ordine pubblico. Così facendo, peraltro, si sarebbe negata la cittadinanza italiana al minore». Il dibattito ora è aperto. «Non è pensabile che i sindaci siano lasciati da soli a decidere se trascrivere i matrimoni gay contratti all'estero, o la nascita di un bimbo con genitori dello stesso sesso. Il governo dia indicazioni ben precise, indicazioni di legge». Ha detto il componente dell'ufficio di presidenza dell'Anci Antonio Satta, segretario dell'Unione Popolare Cristiana (UPc). «Roma batte Renzi 3 a 0. Prima la trascrizione dei matrimoni gay contratti all'estero, poi il registro delle unioni civili e oggi il riconoscimento di un bimbo di una coppia lesbica. Mentre Renzi parla a Roma si fanno atti concreti sui diritti di lesbiche e gay», dice Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center.
Leon all’anagrafe ha due mamme
Il Comune di Roma trascrive per la prima volta un certificato senza omissis E dopo il precedente di Torino anche Firenze si prepara a seguirne le orme
