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Gloria, ex schiava: «Violentata nel corpo e nella psiche»

Domani, festa di santa Giuseppina Bakhita, la sudanese resa schiava e poi, dopo la liberazione, diventata suora Canossiana, si celebra la giornata contro la tratta delle persone. Un momento di...

Domani, festa di santa Giuseppina Bakhita, la sudanese resa schiava e poi, dopo la liberazione, diventata suora Canossiana, si celebra la giornata contro la tratta delle persone. Un momento di riflessione voluto da Papa Francesco che ripetutamente ha sottolineato la vergogna di tanti uomini, donne e bambini resi schiavi attraverso il lavoro forzato o lo sfruttamento sessuale. L’evento è stato anticipato ieri sera nella basilica romana dei SS. Apostoli da una veglia presieduta da mons. Leuzzi alla quale hanno partecipato, tra gli altri, i cardinali Turkson e Coccopalmerio. Momenti di preghiera, di musica e di danza ma soprattutto di testimonianza delle vittime della tratta durante le quali la commozione delle centinaia di persone che hanno affollato la basilica è stata palpabile. In particolare quella di Gloria, una nigeriana di 25 anni che ha raccontato, attraverso una volontaria, la sua storia di miseria, dopo che il padre aveva lasciato la famiglia per cercare lavoro senza fare ritorno. «Mi avevano promesso che avrei lavorato per poter mantenere la mia famiglia. Mai avrei immaginato che mi sarei ritrovata sul marciapiede a vendere il mio corpo. Ho subito violenze, percosse e torture di ogni genere, soprattutto quando non portavo i soldi che loro si aspettavano. Sono stata violentata nel corpo e nella psiche». Gloria si è gettata da un ponte ma è sopravvissuta. Lo stesso dopo altri tentativi di suicidio, fino a quando «non sono venuti a trovarmi due sacerdoti, uno anziano e uno giovane». Erano don Oreste Benzi e don Aldo Bonaiuto, suo stretto collaboratore e promotore della veglia di ieri. «Mi hanno detto di andare a casa loro, che non mi sarebbe successo niente. Ti fidi? mi hanno chiesto. E io ho risposto di sì». L’aiuto della comunità Giovanni XXIII è stato decisivo per Gloria, che ancora porta nel suo giovane corpo i segni delle violenze subite. Altrettanto toccante è stata la storia di Giovanni, 23 anni, che a volto coperto per non farsi riconoscere ha detto di venire «dal Sud». A 17 anni si è ritrovato a lavorare nei campi dalle 5 del mattino a notte fonda, finché non è riuscito a scappare e a trovare aiuto nella comunità di don Benzi. Storie di ordinario schiavismo, che come ha sottolineato l’ex segretario della Cisl Bonanni, avvengono ancora oggi e contro le quali è urgente ribellare le coscienze.

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