La fonte è di quelle autorevoli. La notizia un tiro ben assestato in grado di cambiare una partita arrivata ai supplementari. Alessandro Marangoni, il numero 2 della Polizia di Stato, ha annunciato ieri l’apertura di un tavolo per discutere lo stop alla soppressione di 251 presidi in tutta Italia tra Squadre Nautiche e Ippomontate, commissariati, postale, nautica e ferroviaria. Una retromarcia provvidenziale prima dell’ingorgo o una genialata per salvare la faccia? «Le voci che hanno dato la notizia sono molto accreditate e questo mi fa ben sperare – commenta Gianni Tonelli, segretario generale del Sap - Per noi sarebbe una vittoria guadagnata a forza di interventi, cartoline, lettere, incontri ed un battage mediatico che il Sap ha portato avanti quotidianamente per rendere consapevole l’opinione pubblica di una manovra assurda, insensata e a spese al solito della povera gente. Tagliare 251 presidi di fondamentale importanza come quello all’aeroporto di Pescara o la sezione postale di Crotone per recuperare 2300 agenti, significa abbandonare i cittadini ai criminali. È impensabile chiudere gli uffici di polizia di frontiera in un momento in cui le esigenze di sicurezza passano anche attraverso un maggior controllo dei nostri confini, come abbiamo recentemente scritto in una lettera al Premier Renzi, e non possiamo azzerare la postale con la chiusura di oltre 70 presidi quando la rete internet è uno strumento fondamentale usato dai terroristi per lo scambio di notizie e informazioni. La politica della massaia che più volte abbiamo proposto in giro per l’Italia comporterebbe la maggior resa alla minima spesa. Perché non applicarla unendo le forze di polizia e tagliando su costi inutili?». La coperta è sempre più corta, striminzita e logorata da continui tagli. Eppure Roma è il bersaglio annunciato degli integralisti islamici, il luogo prescelto per il prossimo attentato dopo quelli in Francia. Lo stesso Prefetto Pecoraro aveva richiesto l’arrivo di 500 uomini in più sul territorio capitolino proprio per un servizio di prevenzione strategico. «Non abbiamo visto neanche l’ombra di questi poliziotti – risponde Tonelli - E naturalmente dove li vanno a prendere se in tutta Italia mancano 18mila agenti e a Roma gira una volante ogni 150.000 abitanti?». Nella stessa lettera inviata al Presidente del Consiglio il 22 gennaio scorso, il Sap ha inoltre evidenziato l'impreparazione degli operatori delle forze di polizia ad attacchi terroristici improvvisi. «In questo settore i tagli alla sicurezza degli ultimi 10 anni hanno inciso in maniera pesante anche per quel che riguarda gli equipaggiamenti - si legge - Il salto di qualità eversivo e terroristico che si sta registrando impone una preparazione adeguata agli operatori di polizia, oggi in possesso soltanto ai reparti speciali e altamente professionalizzati come i Nocs e i Gis che però possono contare su un organico di poche centinaia di operatori». Le ultime preghiere per scongiurare la ricongiunzione delle lame di una temutissima forbice in mano all’Esecutivo sono quindi riposte tutte nelle mani del vice capo vicario Marangoni. Il tavolo tecnico con tutti i sindacati di Polizia è già un passo: prima di gridare vittoria bisognerà digiunare da facili entusiasmi almeno altri dieci giorni in attesa di un altro tavolo, stavolta politico, con il Ministro dell’Interno Angelino Alfano. L’ultima parola, prima di abbassare le tapparelle dei 251 presidi in bilico, spetta a lui.
Stop alla chiusura dei commissariati
Aperto un tavolo per scongiurare il taglio di 251 presidi di Polizia Il segretario del Sap: «Si può risparmiare con interventi su costi inutili»
