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Minacce via internet, espulso uno studente turco della Normale di Pisa

Francesco Puglsif.puglisi@iltempo.it Cresce l’allerta terrorismo anche nel nostro paese anche se il governo ha rinviato a domani l’approvazione delle nuove regole antiterrorismo.Ieri, invece, uno...

Cresce l’allerta terrorismo anche nel nostro paese anche se il governo ha rinviato a domani l’approvazione delle nuove regole antiterrorismo. Ieri, invece, uno studente turco, che frequentava un corso alla Scuola Normale di Pisa, è stato espulso dall’Italia in quanto avrebbe manifestato simpatie islamiste su alcuni siti internet. La vicenda, avvolta nel massimo riserbo, sarebbe avvenuta a fine dicembre. Gli inquirenti avrebbero perquisito l’abitazione del giovane trovando riscontri ai sospetti iniziali. Secondo quanto si è appreso, il giovane straniero avrebbe postato alcuni messaggi anti occidentali su blog e siti internet islamisti monitorati dalla polizia. Le sue affermazioni non sono sfuggite agli investigatori che dopo una breve indagine hanno individuato e rintracciato il turco notificandogli un provvedimento di espulsione immediatamente eseguito. Lo stranieri è stato prima accompagnato presso un Cie italiano e poi rimpatriato. Una comunicazione formale è stata anche inviata alla Normale per informarla che lo studente non avrebbe più potuto seguire il corso al quale era iscritto. Il tablet con cui sarebbero state inviate le mail di minaccia alle istituzioni italiane e statunitensi e un telefono cellulare utilizzato durante la sua permanenza in Italia sarebbero stati sequestrati a Furkan Semih Dundar, lo studente di origini turche. I due strumenti - su cui stanno lavorando gli inquirenti - si trovavano nell’abitazione di Pisa dove Dundar aveva il proprio domicilio durante la sua permanenza italiana per seguire un corso di studi alla Normale di Pisa dove era stato ammesso da circa un mese. Non è iscritto invece sul registro degli indagati della procura di Roma Yaser Tayeb, il pizzaiolo siriano, residente ad Anzola (Bologna), che Greta Ramelli, una delle due volontarie rapite e poi liberate, contattò lo scorso aprile prima di partire per Aleppo assieme alla cooperante Vanessa Marzullo. Negli ambienti di piazzale Clodio, non solo non ha trovato conferma quanto riportato da alcuni organi di stampa ma è stato pure precisato che l’informativa dei carabinieri del Ros relativa ai contatti tra Tayeb e Greta era inserita in un fascicolo che la procura della capitale aveva aperto sin dall’aprile del 2013 dopo il sequestro in Siria, durato alcuni giorni, di quattro giornalisti (l’inviato Rai Amedeo Ricucci, il fotoreporter Elio Colavolpe, il documentarista Andrea Vignali e la cronista freelance Susan Dabbous).

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