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Cresce il partito degli innocentisti

Panarello e Bossetti in carcere ma ancora non c’è la prova «regina» LEGGI ANCHE Veronica, 2 testimoni «ignorati» Sul carpentiere troppi dubbi

Nessuno dei due «molla». Nessuno dei due cede alle insistenze dei magistrati. Si dicono innocenti e non vogliono saperne di strade che non siano quelle legate ad una scarcerazione che ripulisca la loro immagine. Sono Veronica Panarello, la mamma accusata di aver ucciso il figlio Loris di otto anni e Massimo Giuseppe Bossetti, il carpentiere ritenuto unico autore del delitto di Yara Gambirasio. Indizi schiaccianti pesano su di loro, sebbene la caparbietà con la quale si professano completamente estranei ai due omicidi ha creato una sia pur lieve frangia di dubbio in quella parte garantista dell'opinione pubblica che si dichiara contraria ai processi mediatici, quelli che poi condizionano il corso giudiziario degli eventi. Panarello e Bossetti hanno passato le feste natalizie in carcere. Lei si è vista rifiutare la richiesta di scarcerazione presentata dai suoi legali al Tribunale del Riesame di Agrigento. È guardata a vista, perché la pur giovane vita è stata costellata dai tentativi di suicidio. Massimo Bossetti ha potuto abbracciare i tre figli di tredici, dieci ed otto anni alla vigilia di Natale ed il trenta dicembre. Una visita in carcere che è servita alla moglie Marita Comito per rendersi conto di come stia Bossetti: è sereno, è fiducioso ed è determinato a dire la sua verità. E la gente, sempre di più, si chiede: e se fossero innocenti?

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