È lui, il loro «nemico». Tanto più pericoloso perché inquadrato, in una certa letteratura, come una toga rossa. E per ciò visto come un traditore dell’Ideologia. L’ex procuratore di Torino, Gian Carlo Caselli, ha coordinato le indagini sugli attentati in Valsusa che, appena pochi giorni fa, hanno portato alla condanna a tre anni e sei mesi per quattro attivisti e all’assoluzione, però, dall’accusa più grave di terrorismo. Un’inchiesta che lo ha fatto finire in rotta di collisione con l’intera sinistra pensante che perdona e giustifica questi attacchi. «Vi sono pezzi consistenti della cultura, dell’informazione e della politica che trattano coloro che commettono illegalità e violenze... alla stregua di discoli o monelli un po' esuberanti che alla fine tutto sommato non commettono nulla di grave, per cui vanno capiti e perdonati», ha scritto il magistrato in un intervento sul «Fatto quotidiano» di ieri per ribadire ancora una volta il suo richiamo al rischio di un ritorno agli anni di piombo. Chi siano questi collaborazionisti non è difficile individuarli: sono coloro che, dopo gli arresti che hanno scoperchiato il pentolone delle violenze di piazza di matrice anarchica, si sono schierati dalla parte del popolo No Tav: dallo scrittore Erri De Luca (che ha appoggiato apertamente i sabotaggi come forma legittima di lotta, finendo sotto processo per istigazione a delinquere) alla comica Sabina Guzzanti, all’attore Valerio Mastandrea al filosofo Gianni Vattimo. I quattro raid contro le linee ferroviarie dell’ultimo mese (a Bologna è storia di qualche giorno fa) offrono l’occasione a Caselli di specificare che «non fare i conti con la realtà dei fatti e non avvertirne la pericolosità crescente» per «inseguire ambigue tesi giustificazioniste» significa solo «gettare benzina sul fuoco» col rischio di «attizzare azioni sempre più violente». «Praticare illegalità e violenza per impedire ciò che è stato deciso secondo le regole della comunità nazionale ed europea significa porsi fuori dalla democrazia - scrive ancora riferendosi alle opere in Piemonte bersagliate dai ribelli -Tanto più se si assalta un cantiere mettendo a repentaglio la sicurezza di onesti operai che vi lavorano per guadagnarsi la pagnotta. Se questa è democrazia, vanno riscritti i testi di diritto costituzionale». Se questa è la sinistra, insomma.
E Caselli spara a zero contro i collaborazionisti
Simone DiMeoÈ lui, il loro «nemico». Tanto più pericoloso perché inquadrato, in una certa letteratura, come una toga rossa. E per ciò visto come un traditore dell’Ideologia. L’ex procuratore di...
