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Indagine archiviata sulla morte dell’orsa Daniza

Ancora polemiche, suo malgrado, su Daniza, l’orsa di 19 anni morta lo scorso 11 settembre perché colpita da un dardo narcotizzante. La Guardia Forestale la stava cercando da settimane, dopo che a Ferragosto aveva aggredito un cercatore di funghi nei boschi del Trentino, l'epilogo tragico della sua vicenda fece insorgere le associazioni animaliste che avevano presentato un esposto penale. Ieri la procura di Trento, basandosi sugli esiti dell'autopsia sull'animale, ha chiesto l'archiviazione delle indagini, giudicando infondata la notizia di reato perché gli elementi acquisiti non consentono di sostenere l'accusa in giudizio. Nel contempo, però, il pm ha individuato precise responsabilità in capo al veterinario che gestì la cattura. «Il veterinario - è scritto nella richiesta di archiviazione - ha utilizzato per la narcosi una miscela di farmaci corretta ma non è stato in grado di contrastare in modo efficace la complicanza della narcosi sostanziatasi nella ipossiemia indotta dalla medetomidina». Una somministrazione di ossigeno per via nasale e dell'antidoto avrebbero insomma salvato Daniza impedendole di soffocare, ma chi le stava intorno si limitò a tentare un massaggio cardiaco reso inefficace dalla mole dell'animale. Il pm, sulla scorta di quanto ricostruito, fa anche un auspicio: la morte di Daniza non sia vana ma fornisca «un'indicazione utile per il futuro, onde evitare il reiterarsi di tali evenienze: sarà la competente autorità amministrativa e veterinaria a dettare le opportune indicazioni». La Lega Anti Vivisezione, però, ieri ha reagito con durezza annunciando «un'opposizione formale e sostanziale contro la richiesta di archiviazione formulata dalla procura». «Non ci vengano a raccontare che è stata una fatalità - dicono dalla LAV - Non provino a sotterrare la verità dopo aver sotterrato Daniza. Nei prossimi giorni, con il fascicolo degli atti, depositeremo la richiesta di riapertura del caso per far emergere le vere responsabilità dell’animalicidio, e chiederemo l’immediata rimozione dall’incarico del veterinario coinvolto e l’apertura di un procedimento disciplinare per violazione del Codice deontologico dei medici veterinari».

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