Mentre a Roma è in via di guarigione l’infettivologo siciliano contagiato da Ebola, in Sierra Leone il virus della febbre emorragica ha ucciso ieri Victor Willoughby, 67 anni, uno dei più noti medici africani che aveva consacrato la vita alla lotta contro l’epidemia. È morto poche ore dopo l’arrivo nel Paese di un farmaco sperimentale Zmapp che avrebbe potuto salvarlo e ha già curato alcuni malati di Ebola negli Stati Uniti. In Sierra Leone si è contagiato a metà novembre lavorando nel centro di Emergency l’infettivologo ora ricoverato all’ospedale Spallanzani. Che adesso, superata la fase critica della malattia, è tornato a respirare senza l’aiuto di macchinari e da due giorni è tornato ad alzarsi dal letto per fare qualche passo nella stanza. Intanto in Liberia (altro paese dove è in corso l’epidemia oltre a Guinea e Mali) la velocità di contagio del virus si è notevolmente ridotta. «Abbiamo motivi di essere cautamente ottimisti che questa terribile epidemia possa essere sconfitta», ha affermato il segretario generale delle Nazioni unite, Ban Ki-moon in visita a Monrovia.
È in via di guarigione il medico contagiato
Mentre a Roma è in via di guarigione l’infettivologo siciliano contagiato da Ebola, in Sierra Leone il virus della febbre emorragica ha ucciso ieri Victor Willoughby, 67 anni, uno dei più noti...