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Pecoraro impugna l’arma dell’interdizione antimafia

Alcune sono state commissariate e potranno, perciò, proseguire la loro attività. Altre cooperative del consorzio «Eriches», invece, potrebbero essere «colpite» dall’interdittiva antimafia daparte...

Alcune sono state commissariate e potranno, perciò, proseguire la loro attività. Altre cooperative del consorzio «Eriches», invece, potrebbero essere «colpite» dall’interdittiva antimafia da parte della Prefettura. Lo ha detto il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, precisando che «sono già stati nominati gli amministratori giudiziari» per alcune delle coop. In sostanza «sono state in sostanza commissariate e possono continuare a svolgere l’attività». Tra queste c’è la principale, cioè la 29 giugno. Per quelle che dovessero rimanere scoperte, ha aggiunto Pecoraro, «la prefettura provvederà autonomamente con l’interedittiva antimafia». Intanto continua la discussione sul futuro del Comune della Capitale. «Marino si deve confrontare con l'opinione pubblica. Non entro in questa valutazione che è una valutazione politica», ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano. «Un conto è l'azione governativa e ministeriale di valutazione tecnica se ci sia o meno la possibilità dello scioglimento del Comune a norma delle leggi esistenti - ha spiegato Alfano - un conto è la valutazione da parte dei partiti che governano Roma se continuare o no, che è una valutazione puramente politica». Più duro Maurizio Gasparri, che hannuncia un’interrogazione, perché vuole «un giudizio dal governo e soprattutto conoscere le ragioni per le quali si ritiene non praticabile lo scioglimento della giunta comunale». Il vice presidente del Senato invita, in primo luogo il premier e il ministro dell'Interno, a «non trarre conclusioni intempestive» sulle ipotesi di commissariamento del comune di Roma a seguito dell'inchiesta Mondo di mezzo». «Dato che a mio avviso ci sono le condizioni per lo scioglimento del comune e dato che diverse giunte comunali sono state fatte decadere per molto meno, allora - aggiunge l'esponente di Fi - io intendo sapere dalla viva voce del governo come stanno realmente le cose. Non vorrei che a qualcuno venisse in mente di mettere un granello di sabbia in questo meccanismo per bloccarlo». Sul rispetto della legalità, infine, si è pronunciato ieri il segretario di Stato Vaticavo, ieri in visita al Bambin Gesù. Il cardinale Parolin ha sottolineato che bisogna « ritrovare il senso vero della vita e anche quei valori autentici tra cui c'e' proprio questo senso profondo della legalita' e del rispetto della legge. Non soltanto come formalismo, ma come rispetto sostanziale dei diritti di ciascuno e soprattutto dei più deboli e vulnerabili».

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