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D'Onofrio: «Verdetto scontato ma la questione va risolta in Italia»

«È una questione nazionale, che va risolta in Italia. Non basta il giudizio della Corte di Giustizia Europea per dire che abbiamo trovato la soluzione». Francesco D’Onofrio, nel 1994, non è riuscito a incidere come avrebbe voluto sul sistema scolastico italiano, ma negli anni, fra le file dell’Udc, ha sempre tenuto questo settore al centro della sua azione politica. D’Onofrio, si aspettava una sentenza di questo genere? «La sentenza della Corte di Giustizia Europea non mi sorprende. Anzi, mi sembra davvero troppo ovvia – afferma – Naturalmente concordo con il pronunciamento della Corte, ma bisogna ribadire che la questione politica rimane aperta, perché è l’Italia, in Italia, che deve risolverla». Come mai abbiamo accumulato tutto questo ritardo, tanto da spingere l’Unione Europea a condannarci? «Perché non siamo mai riusciti ad affrontare politicamente il tema. È ovvio che il precariato è negativo, nessuno si sognerebbe di dire il contrario. A maggior ragione il precariato strutturale. D’altro canto, non credo che la sentenza Ue possa rappresentare la soluzione dei problemi: non possiamo delegare ad altri soggetti, nel bene e nel male, decisioni che spettano a noi».

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