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Il Papa a Strasburgo: "L'Europa superi ideologie"

Disoccupazione, immigrazione e povertà: messaggio di speranza del Pontefice davanti agli europarlamentari: "Dalle istituzioni emerga anima buona" LEGGI ANCHE Eurodeputati al lavoro contro la crisi

"La mia visita avviene dopo un quarto di secolo da quella compiuta da Papa Giovanni Paolo II". Molto è cambiato da quei giorni in Europa e in tutto il mondo. Non esistono più i blocchi contrapposti che allora dividevano il continente in due e si sta lentamente compiendo il desiderio che "l'Europa, dandosi sovranamente libere istituzioni, possa un giorno estendersi alle dimensioni che le sono state date dalla geografia e più ancora dalla storia". E' questo uno dei passaggi del discorso che Papa Francesco ha tenuto oggi davanti agli europarlamentari di Strasburgo. Miseria, povertà, immigrazione, disoccupazione, sono state le sue parole d'ordine. Il cardine di questo discorso è che, mentre dobbiamo pensare o in qualche modo ripensare il modus vivendi europeo, occorre dare anche un'occhiata fuori dai confini, verso chi ci tende la mano. Gli immigrati, in questi giorni a Roma pietra dello scandalo e teatro di tante contestazioni. Immigrati, è vero, ma anche giovani disoccupati in cerca di lavoro: italiani, francesi, spagnoli, e via discorrendo.   Il discorso, poi, si è spostato dal Parlamento Europeo di Straburgo al Consiglio Europeo, che nella splendida cittadina francese è proprio là accanto. Qui, da guerriero della cristianità quale è, il Santo Padre ha traslato le parole, parlando della Pace nel mondo. Pace di cui in questi giorni c'è tanto bisogno, attanagliati come siamo dalle guerre intestine che ci sono in Medio Oriente, o ancora un po' più a Est. L'Europa, tende a sottolineare Papa Bergoglio, ha bisogno di essere foriera, quasi come fosse una maratona in cui portare una fiaccola di speranza, della Pace nel mondo. Un pensiero è andato anche al terrorismo nelle sue diverse declinazioni, la bestia contro la quale combattere sempre, e comunque, ogni giorno. Ma ha anche detto: "La coscienza della propria identità è necessaria anche per dialogare in modo propositivo con gli Stati che hanno chiesto di entrare a far parte dell'Unione in futuro. Penso soprattutto a quelli dell'area balcanica per i quali l'ingresso nell'Unione Europea potrà rispondere all'ideale della pace in una regione che ha grandemente sofferto per i conflitti del passato. Infine, la coscienza della propria identità è indispensabile nei rapporti con gli altri Paesi vicini, particolarmente con qulli che si affacciano sul Mediterraneo, molti dei quali soffrono a causa di conflitti interni e per la pressione del fondamentalismo religioso e del terrorismo internazionale. A voi legislatori - ha continuato - spetta il compito di custodire e far crescere l'identità europea, affinché i cittadini ritrovinio iducia nelle istituzioni dell'Unione e nel progetto di pace e amicizia che ne è il fondamento. Sapendo che "quanto più cresce la potenza degli uomini tanto più si estende e si allarga la loro responsabilità individuale e collettiva". Vi esorto perciò a lavorare perché l'Europa riscopra la sua anima buona". Nonostante le misure di sicurezza impegnative qui di Strasburgo, e nonostante la chiusura del Centro fin dal primo mattino, il blocco dei tram e quello dei taxi, una piccola zona rossa attorno al Parlamento, tutto si è svolto secondo i piani, e tra canti e musiche, la giornata è andata via in maniera tranquilla, e appassionata. I politici lo hanno accolto a braccia aperte, e il premier Renzi ha anche tenuto un convegno, appena arrivato, poco politico ma molto celebrativo.

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