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Tutti contro il canone Rai nella bolletta

Il presidente di Assoelettrica, Testa: «C’è una complicazione burocratica» La Lega: «È un vero furto di Stato». Ncd: «L’evasione non si combatte così»

Tutti contro il canone Rai nella bolletta elettrica. Il primo a sparare contro questa ipotesi che dovrebbe arginare l’evasione è proprio il presidente di Assoelettrica, l’associazione che riunisce 200 imprese, tra produttori, acquirenti grossisti ed autoproduttori che operano nel settore elettrico. Chicco Testa la considera un’ipotesi non percorribile perchè porrebbe un «problema di legittimità oltre a complicazioni burocratiche e a costi pesantissimi per le aziende». Il manager riassume la sua posizione con una domanda semplice: «cosa succede se un utente non paga il canone Rai, gli viene automaticamente staccata l'elettricità?» Anche la politica insorge. Per la Lega il canone in bolletta «è pura follia. Un vero e proprio furto di Stato». Per il capogruppo al senato Gian Marco Centinaio, si tratta «dell'ennesimo ai danni dei cittadini vessati dal governo e ormai costretti a pagare le tasse anche sull'aria che respirano senza per altro avere nulla in cambio. Grazie a Renzi e al suo partito, pensionati con la minima, disoccupati e cassaintegrati si sobbarcheranno i costi delle faraoniche trasferte dello stuolo di inviati Rai che segue ovunque il premier». No da Ncd. La capogruppo alla Camera Nunzia De Girolamo, «non è pensabile che per recuperare i 650 milioni di euro derivanti dal mancato gettito si pensi a inserire una tassa, come lo è il canone Rai, in una tariffa. È ovvio che l'evasione va combattuta ma non crediamo che questa sia la strada giusta. Infatti il primo effetto sarebbe quello di rendere ancora più complicata la vita alle imprese fornitrici di energia elettrica e soprattutto agli utenti e alle famiglie italiane già in grande difficoltà per l'eccesso di tassazione del nostro Paese». Per Ncd «sarebbe più opportuna una imposta progressiva collegata all'Irpef in modo da commisurarlo alle condizioni economiche di chi ne usufruisce». Sul piede di guerra anche le associazioni dei consumatori. Per Adusbef e Federconsumatori «è balzana ed illegale l'idea di addossare sulle bollette elettriche il canone Rai facendolo pagare anche a famiglie, cittadini, consumatori ed utenti che non hanno la televisione, imponendo alle aziende elettriche l'ingrato compito di fungere da esattori». Un conto, rilevano le due associazioni dei consumatori, «è combattere l'evasione del canone Rai, altro è l'inammissibile obbligo di addossare nelle bollette dell'energia elettrica, già gravate da oneri di sistema, tasse e vari balzelli l'ennesima tassa di scopo, come quella del canone Tv anche a coloro che hanno la libertà di non voler possedere in casa un televisore». Il fatto di esigere il canone non già ai possessori di apparecchi televisivi, ma a chiunque abbia un'utenza elettrica ossia famiglie, imprese, uffici pubblici, condomini, pensionati, studenti e disoccupati, sottolineano Adusbef e Federconsumatori, «costituisce una evidente lesione di norme costituzionali ancora vigenti». Federconsumatori ed Adusbef hanno quindi annunciato che l’impugneranno davanti la Corte Costituzionale». «È intollerabile questo tentativo di fare cassa sulle tasche delle famiglie, che sono libere di decidere se possedere o meno un televisore. Se la Rai vuole avere a disposizione più risorse faccia la sua parte: operi a tutto spiano tagli agli sprechi, ai privilegi, agli abusi e si concentri sull'offerta di un servizio pubblico di qualità».

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