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Non sono razzisti. Sono stanchi FOTO

Tutte le periferie romane per la prima volta in piazza. Né destra o sinistra. Solo rabbia per l’assenza dello Stato

In piazza con l’odore di casa e la mano sul cuore sulle note dell’Inno di Mameli. Mamme con i bambini al seguito, padri di famiglia, nonni in marcia insieme ai nipoti. Sfila la città perbene, «stufa», «non razzista», la guerriglia di questi giorni a Tor Sapienza ha solo acceso i riflettori sull’esasperazione dei romani. Onorato Marconi, 82 anni, viene da Talenti, Ennio De Santis, 73, dall’Alberone, Luciano Fornaro dall’Appio Claudio, Monica Mozzoni da Monteverde, Anna Valeriani da Magliana, Domenica Diori, 4 figli e 5 nipoti è la fioraia di piazza Vittorio. C’è anche l’"Angelina" di Tor Pignattara, Monica Selva, 43 anni, commercialista madre di due bambine, che ora abita a Pietralata come il personaggio interpretato dalla Magnani. Antonella, di piazza dei Navigatori, ha portato anche la figlia Flavia 11enne. Giuseppina Mancini e Assunta Bevilacqua, 78 e 82 anni, dell’Esquilino con il cartello con la scritta «aprite asili nido e scuole materne già pronte». Stefania Durantini, disabile di Garbatella con una «batteria nella pancia», e mai che un immigrato «mi abbia ceduto il posto sul bus». C’è Stefania Caucci, 54 anni di La Rustica. Ci svela che è lei la donna con la testa fracassata nella caduta sui binari nella calca dopo l’ennesimo suicidio sotto la metro B che «Atac poteva evitare». Domenico Corsale di Settecamini. E i biker di Mpm Roma M.C. Joker, Serafino e Capitan America. Cinquemila alla prima manifestazione delle periferie abbandonate, dall’Esquilino a piazza Venezia, partita dal Caop Coordinamento azioni operative di Ponte di Nona. 62 tra comitati e associazioni di quartiere anche del centro. E le assenze delle famiglie impegnate il sabato mattina diventano presenze nei racconti delle giornate a pane e degrado, criminalità, roghi tossici, campi rom e immigrazione fuori controllo, comune denominatore che non risparmia le baraccopoli abusive nemmeno sotto casa del presidente del Senato Grasso come ha già documentato Il Tempo. Parlano le grandi assenze: quella del portiere della ex scuola di Fidene Serpentara massacrato durante una rapina in casa. Per lui Gloria Pasquali e Costanza Drigo hanno aperto il comitato "Difendiamo l’Italia". «Forza Gino» incita una ragazza dal camion su cui si è svociato Danilo Cipressi, 36 anni, dell’Eur. Ci sale anche Franco Pirina, leader del Caop, e ha i lucciconi agli occhi: «Restiamo sempre uniti così - saluta e ringrazia - vi porterò sempre nel cuore».

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