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Follia in aula: «I campi di sterminio? Un falso»

Andrea Ossino «I campi di concentramento sono una bugia storica». Sono queste le parole utilizzate da uno dei leader di Militia, durante la sua deposizione in Tribunale a Roma. Determinato, senza...

«I campi di concentramento sono una bugia storica». Sono queste le parole utilizzate da uno dei leader di Militia, durante la sua deposizione in Tribunale a Roma. Determinato, senza peli sulla lingua, Stefano Schiavulli ieri era un fiume in piena quando ha testimoniato in un aula di giustizia. Insieme ad altri esponenti del gruppo di estrema destra, Militia, è accusato di aver commesso diversi reati: dall’associazione per delinquere, alla violazione della legge Mancino, dalla diffusione di idee fondate sull’odio razziale ed etnico, all’apologia del fascismo, dal deturpamento di cose altrui, al procurato allarme fino alle minacce alle istituzioni. Dopo essersi «accomodato» davanti alla Corte, l’imputato ha subito chiarito la sua posizione: «Non rinnego le idee espresse dal fascismo e preferisco pagare con la pena che questa Corte riterrà più opportuna piuttosto che comportarmi in modo incoerente». Le sue idee, Stefano Schiavulli, le ha espresse in modo molto «chiaro»: «I milioni di ebrei uccisi nei campi di concentramento non sono mai esistiti - ha affermato il ragazzo con la voce decisa - si tratta di una bugia storica». Rispondendo alle domande del pubblico ministero Luca Tescaroli, l’imputato non ha certamente tenuto a freno la lingua: «Alemanno è un rinnegato, misero, vigliacco e squallido». E acora: «Marino un mio nemico», «Fini è come Alemanno», «Schifani non mi rappresenta perché dice che siamo tutti ebrei, io non lo sono e non lo sarò mai», «i viaggi della memoria, ad Auschwitz, sono uno spreco di soldi». Per quanto riguarda le scritte razziste apparse sui muri di Roma, Schiavulli ha ammesso le sue responsabilità: «Me ne assumo la paternità, materiale e ideologica». Dopo di lui si è seduto davanti ai giudici anche Maurizio Boccacci: «Le leggi razziali sono condivisibili, l’attività di Militia si riduce alle scritte e agli striscioni, non facciamo attentati».

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