È stato individuato. Ha un nome e un cognome l’operaio che dal video pubblicato sulle pagine de Il Tempo sferra un pugno contro il delegato nazionale della Fiom Gianni Venturi durante il corteo dei lavoratori della Ast di Terni. È stata la polizia a mettere nero su bianco i dati anagrafici del «picchiatore» e a consegnarlo alla procura di Roma insieme a un’informativa sui fatti di violenza avvenuti per le vie della Capitale. E a sua volta la magistratura romana ha aperto un’inchiesta, per ora senza ipotesi di reato, appena ha letto i documenti depositati dalla Digos. Ma questo è soltanto il primo atto di un’indagine che andrà avanti per i prossimi mesi, fino a quando non sarà fatta chiarezza su tutti gli episodi di aggressione riportati dagli agenti della polizia di Stato e raccontati da alcuni manifestanti che sono andati davanti alle telecamere per far vedere le ferite. «Ci hanno presi a manganellate», sta continuando a ripetere il segretatrio generale della Fiom Maurizio Landini. Parole che però vengono contraddette da immagini e riprese video. Da alcuni di questi, infatti, si vede come il corteo organizzato in difesa dei lavoratori di Terni avanza verso il cordone delle forze dell’ordine che si trovano in tenuta antisommossa per impedire che raggiungano luoghi per i quali non era stato autorizzato. La procura di Roma, tra l’altro, acquisirà tutti i video che sono stati registrati nel corso della manifestazione di fine ottobre, compreso quello pubblicato in questi giorni da Il Tempo. Non è escluso, comunque, che i pubblici ministeri titolari delle indagini possano ascoltare come persone informate sui fatti alcuni manifestanti: tra questi potrebbero esserci anche rappresentati del sindacato Fiom e agenti che erano in prima fila per assicurare l’ordine pubblico. Secondo quanto ha dichiarato il segretario Fiom Landini due giorni fa, sarebbe stato proprio lui a «evitare» che la situazione degenerasse. «Noi non abbiamo alzato un dito - ha detto il sindacalista - abbiamo evitato che succedessero casini e problemi, abbiamo manifestato e abbiamo impedito che dengenerasse la situazione, mi assumo la responsabilità di avere garantito anche l’ordine pubblico». Per ora l’unico dato certo è che in ospedale ci sono andati sia poliziotti sia manifestanti, alcuni dei quali, secondo i video ora all’esame della procura di Roma, sarebbero stati colpiti proprio da altri partecipanti al corteo. A puntare il dito contro la Fiom ci ha pensato ieri anche Beppe Grillo. «I sindacalisti che hanno organizzato il corteo non potevano non sapere che la deviazione del corteo non era consentita». Il blog di Grillo dà voce alla «versione della Polizia» e prende una posizione, quella che viene esposta nel racconto di Igor Gelarda, della segreteria nazionale Consap, sulla gestione della piazza in genere in caso di manifestazioni. «Gente di grande esperienza e sagacia, di grande qualità, come possono essere i sindacalisti della Fiom, dovrebbero bene sapere che se cerchi di uscire dalla zona che ti è stata data entrerai in contatto con la polizia e questo contatto facilmente potrebbe trasformarsi come purtroppo è vergognosamente avvenuto in uno scontro tra poveri», osserva fra l’altro il funzionario di Polizia.
Trovato il picchiatore, il video in procura
Inchiesta dai pm romani sugli scontri dei manifestanti di Terni. Individuato l’operaio della Fiom. La Digos deposita un’informativa. Venturi: «Il pugno dell’operaio? Non so se lo denuncerò»
