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Crisi, immigrati in fuga dall'Italia

Oltre 500mila permessi non rinnovati. Calano gli irregolari. Ma nel Lazio le acquisizioni di cittadinanza italiana nel corso dell'ultimo anno aumentano di circa il 50%

La crisi mangia la speranza. In un paese in cui si fa fatica ad arrivare a fine mese, gli immigrati non trovano spazio, spariscono. Ripartono alla ricerca di nuove mete. Secondo i dati diffusi dal dossier immigrazione di Idos-Unar 500 mila permessi di soggiorno non sono stati rinnovati. Il lavoro manca. E la manodopera, seppur a basso costo, diventa inutile. Se gli immigrati vanno via e la disoccupazione italiana ammonta al 12% allora ci si chiede chi sia disposto a prestare lavori più umili. In discesa la presenza di stranieri irregolari nel nostro paese. I flussi provenienti dagli Stati a forte pressione migratoria sono stati caratterizzati da una diminuzione delle persone intercettate alla frontiera, di quelle rimpatriate e di coloro che non hanno ottemperato all'ordine di espulsione. In tutto, quindi, si è trattato nello scorso anno di una presenza irregolare complessiva di 30mila persone, un dato in costante diminuzione dal 2006, quando furono 124.381. Nel 2013 sono stati 107 mila gli attraversamenti non autorizzati alle frontiere europee, mentre l'Ue ha speso tra il 2007 e il 2013 4 miliardi per il loro controllo e solo 700 milioni per progetti di accoglienza e per i profughi. Irregolari meno di mezzo milione. L'incidenza degli stranieri sul totale degli occupati era del 3,2% nel 2001 ed è diventata di oltre il 10% nel 2011. Tra gli stranieri il tasso di disoccupazione è salito nel 2013 al 17,3% (493 mila unità). Il tasso di occupazione è sceso al 58,1% tra gli stranieri e al 55,3% tra gli italiani. Nel periodo della crisi (2008-2013), inoltre, il tasso di disoccupazione degli stranieri è aumentato di 5,7 punti percentuali (tra gli italiani di 3,6 punti). Nel 2013 i visti per lavoro subordinato sono stati 25.683. Nel Lazio. Alla fine del 2013 gli stranieri residenti nel Lazio sono 616.406. Il territorio regionale, da solo, concentra circa la metà degli immigrati che risiedono in tutto il Centro Italia e il 12,5% sul totale nazionale. Sempre nel 2013 l'incremento degli stranieri nelle anagrafi regionali è stato molto forte (+29,1% rispetto al 2012), segno che chi resta costruisce una famiglia. Un risultato che supera il valore medio nazionale di 16,9 punti percentuali e che aumenta anche rispetto all'anno precedente, quando lo stesso tasso di crescita era dell'11,5% a livello regionale e la media nazionale risultava dell'8,3%. Le acquisizioni di cittadinanza italiana nel corso del 2013 sono aumentate di circa il 50% rispetto all'anno precedente, arrivando a 6.845, cioè 12,5 nuovi cittadini italiani ogni mille residenti stranieri, il 6,8% delle acquisizioni registrate nello stesso anno in tutta Italia.

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